Notizie - Cultura e musica

Presentato il 42o Festival de la Roque d'Anthéron

500 artisti per 106 concerti dal 22 luglio al 19 agosto

A La Roque d’Anthéron la musica arriva ben prima del concerto: nel fruscio delle foglie dei 365 platani secolari che fanno da perimetro alla grandiosa sala a cielo aperto del Parc du Château de Florans, nel contrappunto tra le cicale e i grilli, dioscurali guardiani del tempo, nel brusio dell’ordinata moltitudine che, dal mattino alla notte, percorre il lungo corridoio di quello straordinario foyer naturale per andarsi ad accomodare in poltrona. Siamo nel cuore della Provenza, tra Avignon ed Aix en Provence, in un village di nemmeno duemila anime in cui i ritmi assecondano la tipica indolenza del Midi. Qui, dal 1981, grazie alla geniale intuizione di un imprenditore visionario come René Martin e di un illuminato mecenate quale Paul Onoratini, allora sindaco del paesino nonché proprietario del castello e del parco, nei mesi di luglio e agosto si tiene un Festival pianistico che vede succedersi sul palco i nomi più grandi del concertismo mondiale, dai semidei ormai elevati a leggende viventi ai talenti emergenti della scena internazionale.

Tre settimane di appuntamenti in cui la bellezza è un piacere da assaporare a più sensi, nell’equilibrio incantato tra natura e cultura, in un’atmosfera unica per informalità, immersività, capacità di catturare un pubblico che dagli inguaribili musicomani va fino alle tante famiglie con bambini, siano esse di turisti giunti da tutto il mondo o di locali, per una gita fuori porta.  Dal 22 luglio al 19 agosto prossimi, ad attendere chi vorrà cogliere l’occasione sarà un programma che lo stesso Direttore Artistico ha definito “pantagruelico” per ambiziosa grandezza. “Il mio modo per invitarvi di nuovo qui, nella nostra straordinaria normalità, dopo due anni di restrizioni dovute all’emergenza pandemica”, ha detto Martin srotolando un cartellone nel quale campeggiano qualcosa come 500 artisti, 106 concerti dislocati tra la sede principale del Parc du Château e tanti altri scorci di Provenza annidati nei borghi circostanti, diverse serate a tema, tante incursioni in linguaggi laterali, dal barocco al jazz, e altrettanti incontri con l’artista che qui, alle ombre dei platani, è presenza affabile, mischiato tra la gente, pronto a fermarsi per scambiare qualche parola sulla musica, firmare autografi, scattare qualche foto tra la gente.

Da ultimo, immancabile quest’anno, l’omaggio agli indimenticati Nelson Freire, Radu Lupu e Nicholas Angelich, protagonisti di tante memorabili serate al Festival e scomparsi negli scorsi mesi. Anche grazie alla loro presenza miliare in molte delle passate edizioni, La Roque aveva impresso il sigillo della propria esclusività, ed anche nel segno della loro memoria il Festival vuole proseguire il suo percorso. La sera del 22 luglio, il sipario si alzerà con Abdel Rahman el Bacha e l’Orchestre Philarmonique de Marseille diretta da Kaspar Zehnder. A seguire, un serrato calendario di appuntamenti suddivisi tra mattino, pomeriggio e sera, talvolta in contemporanea, in luoghi diversi. Tra gli imperdibili, in stretta carrellata, il debutto, lunedì 25 luglio, del goriziano Alexander Gadjev, recentemente insignito dell’argento al Concorso Chopin di Varsavia, il ritorno di autentici padroni di casa a La Roque quali Nikolai Lugansky, Arcadi Volodos, Grigory Sokolov, Michail Pletnev, Jean Marc Luisada, il 29, ed un’abbacinante sequenza di giovanissimi ormai consacrati a nomi di prima grandezza, a partire dalla strepitosa coppia Lukas Geniusas-Anna Geniushene per proseguire con Pavel Kolesnikov, Lucas Debargue, Benjamin Grosvenor, Dmitri Masleev, Alexadre Kantorow, David Kadouch, Bertrand Chamayou, Sélim Mazari, solo per citarne alcuni. Come sempre, a corollario di una galleria di ascolti che davvero fa invidia alla fantasia di Rabelais, molti i momenti di alto camerismo, affidati a formazioni come il Quartetto d’archi Modigliani e il Trio Wanderer. Per chi deciderà di assecondare la tentazione di un’immersione nel cuore musicale della Provenza, un’esperienza indimenticabile. Info e prenotazioni: www.festival-piano.com.

Elide Bergamaschi