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Intervista al Trio Kobalt

Il pianista Riccardo Ronda racconta degli ultimi traguardi raggiunti e dei prossimi impegni dell'ensemble cameristico

È sempre più intenso, il blu del Trio Kobalt. Pianista della formazione che vede il violino di Irené Fiorito e il violoncello di Lorenzo Guida è il casalasco Riccardo Ronda. È lui, raggiunto al telefono, a raccontarci le ultime affermazioni del Trio, considerato ormai una delle eccellenze emergenti a livello europeo.

Un ottobre intensissimo, quello appena conclusosi, culminato nella vostra partecipazione al prestigioso Concorso Paganini. Che esperienza è stata?

È stata una sfida meravigliosa e inaspettata. Dopo averci ascoltati a Le Dimore del Quartetto, il Direttore del Concorso Paganini, Nicola Bruzzo, ci ha voluti a Genova per la prova da camera con i sei semifinalisti. Abbiamo eseguito il Quintetto op. 44 di Schumann con una partner d'eccezione, la strepitosa violista del quartetto Prometeo Danusha Waskiewicz. Indimenticabile.

Un onore, ma anche una grande responsabilità. Come avete gestito il confronto con i candidati?

Abbiamo voluto vivere ogni momento nel segno di un dialogo autentico, dimenticandoci della dimensione del concorso. Il nostro compito era assecondare i diversi temperamenti e le diverse letture. Certo, il Paganini è anche ipervirtuosismo e pura muscolarità, ma lo spazio per la grande musica non manca, portata anche da ragazzi non approdati al podio. Su tutti, la giovane Miu Irai, purtroppo eliminata, che ci ha lasciato il miglior Schumann di tutti.

Dopo un mese così frenetico, cosa si prospetta al vostro orizzonte?

Novembre sarà un mese di decantazione e di studio. Ma già a dicembre ripartiamo, prima in duo con Irené, poi, a  Vicenza e a Biella, con un programma che vedrà fronteggiarsi Brahms e Shostakovich. La data più importante sarà però quella del 14 febbraio 2026, quando suoneremo nella prestigiosa Salle Cortot a Parigi.

Nel frattempo, accanto al vostro percorso alla scuola del magnifico Trio Wanderer, si aggiunge un ulteriore tassello…

Esatto. Il mese scorso siamo stati ammessi, dopo un esame davvero selettivo, all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove studieremo con Ivan Rabaglia, violino del Trio di Parma. Questa esperienza si aggiungerà a quella che mensilmente ci vede impegnati a Parigi. Crediamo che la pluralità di voci e di scuole sia sempre un valore aggiunto. Sarà un anno duro ma bellissimo.

Elide Bergamaschi