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Paisiello resiste a Taranto

Presentata la ventiquattresima edizione del Giovanni Paisiello Festival, dal 14 al 30 ottobre: cinque appuntamenti tra Settecento, rock e nuove composizioni

Taranto, 1 ottobre 2026. Tira un sospiro di sollievo il pubblico della cultura tarantina. Nella sala Monfredi della Camera di commercio, l'associazione Amici della musica Arcangelo Speranza ha presentato in conferenza stampa il programma della ventiquattresima edizione del Giovanni Paisiello Festival.

Fin dallo scorso anno il futuro della manifestazione, dedicata a uno dei titani del settecento musicale, appariva incerto, tanto da minarne la continuità. Una denuncia per le sorti del festival, un vero e proprio grido d'allarme, era stata lanciata al termine della scorsa edizione dal presidente dell'associazione, Paolo Ruta. Voleva sensibilizzare l'opinione pubblica e scuotere gli enti territoriali sul rischio di chiusura. A pesare sull'evento erano e restano la cronica carenza di finanziamenti e la mancanza di fondi strutturali, barriere che rendono impossibile una pianificazione a lungo termine dell'importante appuntamento dedicato al grande genius loci.

Nonostante le preannunciate difficoltà, il festival sopravvive e prosegue il suo cammino grazie alla tenacia e all'impegno della direzione artistica, guidata da Lorenzo Mattei, che ne riconosce il valore culturale come un patrimonio tesaurizzato e custodito nel passato, ma essenziale per costruire il futuro. E il futuro per questa edizione è caratterizzato da novità, provocazioni, connessioni e dialoghi tra passato e presente, pur in mancanza di un allestimento operistico, fulcro attorno al quale ogni kermesse trova la sua vera ragione d'essere. Il programma, di cui il presidente si dice orgoglioso, offre appuntamenti di alto livello e spessore culturale, benché predisposto in forma più ridotta rispetto alle precedenti edizioni. L'obiettivo è avvicinare il pubblico giovane alla musica attraverso strategie mirate e d'impatto, anche a effetto shock, strizzando l'occhio al rock e ai generi musicali moderni.

Tutto questo è reso possibile grazie ai contributi del ministero della cultura, della Regione Puglia, di Empired Srl, della Camera di commercio di Brindisi-Taranto, dell'Associazione nazionale costruttori edili, della Confcommercio e della Bcc Banca di Bari e Taranto. Hanno collaborato anche Spazioporto, la chiesa di San Pasquale, il Conservatorio statale Giovanni Paisiello e la Casa del libro Mandese.

Il festival prenderà il via il 14 ottobre nel chiostro dell'ex convento di San Francesco, nel borgo vecchio tarantino. Si assisterà a una Serata paisielliana in cui le musiche di Paisiello risuoneranno confrontandosi con il linguaggio musicale del ventunesimo secolo attraverso le voci di giovani cantanti: il tenore Manuel Amati, il soprano Graziana Palazzo, il contraltista Vincenzo Franchini, accompagnati al clavicembalo da Giuseppina Giannascoli. L'evento sarà arricchito da azioni sceniche in costume curate da Chicco Passaro con la collaborazione di Ciro Fornari e Francesco Greco. Le chitarre elettriche di Vincenzo Nitti e Mauro Francioso daranno voce a un Paisiello inedito.

Il cornetto armonioso e il cembalo ostinato – racconti musicali del '600/'700 è il titolo del secondo evento in programma, che avrà luogo il 16 ottobre nella chiesa di San Pasquale Baylón di Taranto. È un excursus di composizioni di Girolamo Frescobaldi, Thomas Crecquillon, Stefano Landi, Francesco Barsanti e Giovanni Paisiello, che vedrà anche la valorizzazione del mottetto Duo seraphim, composto dal frate tarantino Donato De Benedictis, vissuto nel primo periodo barocco e prolifico autore di musica vocale e polifonica sacra. Gli artisti impegnati sono il clavicembalista Antonio Andiulli, il cornettista Nicola Pappalettera e il soprano Valeria Polizio.

Il 19 ottobre sarà la volta del progetto Gli eredi di Paisiello, imbastito con la collaborazione degli studenti del Conservatorio Giovanni Paisiello di Taranto, in quanto depositari dell'eredità paisielliana. In programma, con le loro composizioni, sono: Giuseppe Gallo con Réclame, Victuo e Shàngxià; Gabriella Latte con Arcipelago N e L'uomo verde d'alghe; Lorenzo Semeraro con Danza dei contrasti e Sussurrabant voces; Alessandro d'Oronzo con Che cos'è una lirica? e Concerto in sol minore per quartetto d'archi e oboe; Stefano Modeo con Variazioni Hopper e Omaggio a Bach. Le parti strumentali saranno eseguite dagli studenti strumentisti del Conservatorio oltre che dagli stessi autori.

Il quarto appuntamento, dal titolo Paisiello 2.0 – un incontro che svela la musica, è dedicato ai piccoli studenti delle scuole primarie dell'istituto Consiglio nella città vecchia (22 ottobre) e dell'istituto Renato Moro (23 ottobre). Il pianista Simone Spada si esibirà in uno spettacolo-concerto centrato sulla figura e sulla vita artistica di Giovanni Paisiello. Luci, effetti speciali e brani eseguiti dal vivo sono le caratteristiche peculiari di questo progetto, ideato e curato in ogni parte dal maestro Spada.

L'ultimo appuntamento, Paisiello a San Pietroburgo – partimenti e musiche del suo tempo, è in programma il 30 ottobre nel salone dei Vescovi del Palazzo arcivescovile. La celebre clavicembalista di fama mondiale Nicoleta Paraschivescu eseguirà brani di Paisiello, insieme a composizioni di Francesco Durante e Baldassarre Galuppi, musicisti di alta levatura artistica a lui coevi. Il concerto sarà preceduto dalla consegna del Premio Giovanni Paisiello Festival, un riconoscimento speciale che vuole valorizzare studiosi e personalità del mondo dello spettacolo che si sono adoperati per la riscoperta e la promozione dell'arte musicale di Paisiello.

Questo è il programma del festival, noto a livello internazionale per la fama che Giovanni Paisiello conquistò ai suoi tempi. Il compositore fu profondamente adorato dalla zarina Caterina II di Russia e ingaggiato da Napoleone, che lo volle a Parigi per celebrare i fasti del suo potere.

Si auspica che il percorso intrapreso non s'arresti, ma prosegua all'insegna di quel valore artistico-culturale che continua a echeggiare da Taranto a Napoli. Lo sostengono gli studi diffusi attraverso il Convegno internazionale di studi su Giovanni Paisiello e la scuola napoletana, che si tiene ogni anno nella città partenopea e di cui il festival è ente patrocinatore.

L'auspicio, condiviso dal presidente della Camera di commercio, Vincenzo Cesareo, e dal vicepresidente dell'Ance, Giuseppe Masserelli, presenti come invitati alla conferenza stampa, è quello di tutti i tarantini: custodire e preservare il gioiello musicale della loro città da ogni avversità e difficoltà, affinché questa straordinaria realtà continui a essere un faro culturale per il territorio e per le future generazioni.

Giovanna Facilla