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Trento Musicantica 2020 34esima edizione Jubilate et exultate

Fino al 10 dicembre concerti, incontri e presentazioni scandiscono la variegata programmazione di Trento Musicantica che quest’anno giunge alla 34esima edizione e valorizza alcuni tra i luoghi più suggestivi del capoluogo trentino.

Edizione n. 34 per Trento Musicantica, il festival che porta in scena l’incanto della musica antica in un mosaico di storie e sorprese. Il calendario della manifestazione vede in scaletta concerti e appuntamenti riuniti sotto il titolo Jubilate et exultate per un viaggio che si addentra nel vasto repertorio della musica antica italiana, tra pagine note e programmi di rara esecuzione, con la musica pronta a offrirsi come linguaggio di memorie e di singolari esplorazioni. Organizzato dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara e dal Centro di eccellenza Laurence K.J. Feininger, il Festival crea occasioni di incontro e di scoperta, anche grazie alla feconda collaborazione di quest’anno con il Festival Regionale di Musica Sacra in inedita versione autunnale. Tutti gli eventi hanno sede in tre luoghi storici di Trento, ad amplificare la suggestione delle musiche in programma: la romanica Badia di San Lorenzo, la barocca Chiesa di San Francesco Saverio e il Castello del Buonconsiglio, simbolo della città.

Dopo il concerto inaugurale del 22 settembre con il Gruppo vocale Laurence K.J. Feininger diretto da Roberto Gianotti, evento arricchito da una conferenza e da una mostra di codici della Biblioteca musicale Laurence Feininger a vent’anni dalla grande esposizione bibliografica Jubilate Deo, la rassegna entra nel vivo il 9 ottobre con un concerto monografico dedicato a Giovanni Pierluigi da Palestrina e alla sua celebre messa polifonica Missa Papae Marcelli con l’ensemble Beauty Farm, gruppo vocale viennese dedito alla polifonia rinascimentale. Dalla metà del Cinquecento della messa di Palestrina, si passa il 13 ottobre al pieno Seicento italiano con un originale percorso nella produzione sacra femminile, con al centro la figura della ‘Musa novarese’ Isabella Leonarda. In scena, impegnato a offrirne un ritratto insieme a pagine di altre monache compositrici, è l’ensemble Cappella Artemisia diretto da Candace Smith, per un concerto che svela un mondo compositivo di raffinata profondità, sempre più oggetto di attenta riscoperta.

Il Festival prosegue con altri tre appuntamenti nella seconda metà di ottobre: il 18 con gli Ottoni della Cappella Musicale Pontificia Sistina in un programma che propone musiche di compositori del Seicento e Settecento che risuonano abitualmente in San Pietro durante le celebrazioni presiedute dal Papa; il 23 con l’ensemble vocale e strumentale Nova Ars Cantandi, diretto da Giovanni Acciai, per un’immersione nel barocco sacro veneziano di Giovanni Legrenzi, figura di riferimento nel processo di sviluppo del linguaggio musicale seicentesco; il 30 ottobre con un concerto che esplora la vivace atmosfera creativa veneziana addentrandosi nell’opera di Benedetto Marcello e in particolare nel suo Il teatro alla moda, libretto satirico che racconta la realtà dell’opera italiana del primo Settecento. L’appuntamento interseca musica e teatro e vede la collaborazione di tre diverse realtà particolarmente attive nell’ambito della ricerca musicale: il gruppo Labirinti Armonici di Trento, Diastema Studi e Ricerche di Treviso e l’Associazione “Il Continuo” di Cremona.

Due gli appuntamenti in novembre. Il 7 il concerto L’Arcadia Amorosa con Marta Redaelli (soprano), Federico Fiorio (sopranista), Niccolò Porcedda (baritono) e Alberto Maron (clavicembalo) che proporranno un excursus nel lato profano del Seicento italiano attraverso le pagine di diversi autori. Il 29 una serata che vede la Cappella Musicale Santa Maria in Campitelli, diretta da Vincenzo Di Betta, affiancare due grandi maestri del barocco italiano con due composizioni sacre per doppio coro, presentate in prima assoluta: la Messa a otto voci concertata del lombardo Bonaventura Rubino e il Te Deum a otto voci di Orazio Benevoli.

La programmazione di Trento Musicantica 2020 si conclude il 10 dicembre con il Progetto Galileo – “L’ordine dell’occhio”, uno spettacolo interdisciplinare di musica antica, elettronica, narrazione e videoart che intende offrire uno sguardo sulla poliedrica personalità di Galileo Galilei anche sotto la prospettiva musicale. L’evento è a cura del Centro Culturale Santa Chiara in collaborazione con MUSE, con il Conservatorio Bonporti di Trento e con Trento Musicantica.