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Trento: al Sociale Don Giovanni di Mozart

La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento propone al Teatro Sociale di Trento una rilettura dell’intramontabile mito del libertino mozartiano. Teatro Sociale di Trento, sabato 8 (ore 20) e domenica 9 febbraio (ore 17).

La quinta stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, dopo l’avvio bolzanino con il dittico Radames-Lohengrin, prosegue al Teatro Sociale di Trento, sabato 8 (ore 20) e domenica 9 febbraio (ore 17), con uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart: Don Giovanni. L’opera del genio salisburghese verrà proposta in un nuovo allestimento - coprodotto da Fondazione Haydn, Teatro di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno e Teatro del Giglio di Lucca – che reca la firma della regista Cristina Pezzoli. L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento sarà diretta nell’occasione da Francesco Pasqualetti. Scene e costumi di Giacomo Andrico. Luci di Valerio Alfieri. Coreografie di Arianna Benedetti. Corpo di ballo Nuovo Balletto di Toscana. Coro Ars Lyrica diretto da Marco Bargagna.

Il cast è formato da cantanti tra i migliori del panorama italiano: Daniele Antonangeli (Don Giovanni), Paolo Pecchioli (Il Commendatore), Sonia Ciani (Donna Anna), Raffaella Milanesi (Donna Elvira), Federica Livi (Zerlina), Diego Godoy (Don Ottavio), Nicola Ziccardi (Leporello), Francesco Vultaggio (Masetto).

Nella sua regia Cristina Pezzoli vede Don Giovanni da un’angolazione femminile, descrivendo il protagonista come un eterno bambino: “Penso che ogni donna possa facilmente riportare alla memoria i ‘don giovanni’ con cui ha avuto a che fare e immagino cosa ci si potrebbe aspettare da una ‘lettura al femminile’ di Don Giovanni, ma io non sono inte­ressata a fare di quest’opera e di questo personaggio una lettura post femminista” – spiega la regista – “Il Don Giovanni mozartiano esige di essere rappresentato con una maggiore complessità, sospendendo il giudizio morale sulle malefatte dell’empio, alla ricerca del suo nucleo fondativo profondo”. Don Giovanni diviene così “un personaggio mosso dal bisogno incessante di gioco e conoscenza, che prende tutto poco sul serio: la vita, le donne, Dio, la morte”. Un Circo Nero ospiterà immagini, visioni, numeri ludici dalla notte delle malefatte sino al momento della punizione divina.