Lo spettacolo, coprodotto con la Staatsoper di Amburgo in scena dal 10 al 16 novembre
In attesa del 2020, anno delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Ludwig vanBeethoven, il Teatro Comunale di Bologna omaggia il compositore di Bonn proponendo dal 10 al16 novembre un nuovo allestimento del Fidelio, l’unico lavoro di Beethoven per il teatro musicale.
Lo spettacolo, rappresentato per la prima volta inItalia, è frutto di una coproduzione internazionale con la Staatsoper di Amburgo ed è firmato dalregista svizzero Georges Delnon.
A dirigere l'opera è chiamato l'israeliano Asher Fisch, specialista del repertorio mitteleuropeo. Il cast è capitanato dal soprano tedesco Simone Schneider nel ruolo della protagonista Leonore e dal tenore americano Erin Caves (Florestan). Accanto a loro sono impegnati sul palco Nicolò Donini(Don Fernando), Lucio Gallo (Don Pizarro), Christina Gansch (Marzelline), Petri Lindroos (Rocco)e Sascha Emanuel Kramer (Jaquino). Le scene sono a cura di Kaspar Zwimpfer, i costumi di Lydia Kirchleitner, le luci di Michael Bauerei video di fett FILM. Il Coro del Comunale è istruito daAlberto Malazzi.
L’unica esperienza operistica di Beethoven si risolse in un percorso lungo e travagliato, come notava lo stesso compositore:«Di tutte le mie creature, ilFidelio è quella la cui nascita mi è costata i più aspri dolori, quella che mi ha procurato i maggiori dispiaceri. Per questo è anche la più cara; su tutte le altre mie opere, la considero degna di essere conservatae utilizzata per la scienza dell'arte». L’insuccesso della prima versione dell’opera nel 1805 al Theater an der Wien costrinse infatti Beethoven a ritirarla e a lavorare a una nuova versione l’anno seguente e ancora a una terza nel 1814.Al centro della vicenda–attinta dalla Léonore ou l'amour conjugaldi Jean Nicolas Bouilly–c’è l’impresa di Leonoreche sotto le mentite spoglie di Fidelio si introduce in una prigione non lontano da Siviglia per salvare lo sposo Florestan, ingiustamente incarcerato dal perfido Don Pizarro. Un intreccio che ben sintetizzava ideali cari a Beethoven come la forza dell’amore coniugale, il trionfo del bene e della giustizia sulla tirannia, in una serie di peripezie che conducono a un ottimistico finale.
La messinscena delFidelio a cura di Delnon muove dai concetti di “libertà” e “verità” e dalla lotta per essi, alla luce della storia politica tedesca. Pizarro, il governatore della prigione, vuole eliminare Florestan, reo di aver combattuto per la verità. Leonore rinuncia alla propria identità per liberare il marito e ci riesce. A questo punto, si chiede il regista: «che tipo di libertà è questa? Che cosasuccede dopo che la libertà è stata riconquistata?». Sono domande che l’opera di Beethoven pone,senza alla fine offrire una risposta. Per Delnon la cronologia delle esecuzioni del Fidelioattraverso ivari sistemi politici tedeschi ha reso il titolo stesso un “archivio” che condensa in sé tutta la storia della Germania, sollevando interrogativi dolorosi su che cosa possa essere oggi il sogno–o forsel’incubo–tedesco. Florestan è un Cristo repubblicano che viene catturato e liberato per la nostra salvezza; Leonore diventa un nuovo modello di donna, che si fa carico di responsabilità politiche.
Le recite del 12, del 14 e del 15 novembre vedranno protagonisti Magdalena Anna Hofmann(Leonore), Daniel Frank (Florestan)e Anna Maria Sarra (Marzelline). La recita di giovedì 14 novembre ore 20.00 verrà trasmessa in diretta streaming sul canaleYouTubedel Teatro Comunale di Bologna.