Recensioni - Cultura e musica

Che - L'argentino (Part One)

LEZIONE DI STORIA E DI GUERRIGLIA LONTANA DA ENFASI E RETORICA.

Un film di Steven Soderbergh.
Con Benicio Del Toro, Demiàn Bichir, Santiago Cabrera, Elvira Mínguez, Jorge Perugorría, Edgar Ramirez, Victor Rasuk, Armando Riesco, Catalina Sandino Moreno, Rodrigo Santoro, Yul Vazquez, Ramon Fernandez, Julia Ormond, René Lavan, Roberto Santana, Vladimir Cruz, Sam Robards, Jose Caro, Pedro Adorno, Jsu Garcia, María Isabel Díaz, Mateo Gómez, Octavio Gómez, Miguelangel Suarez, Stephen Mailer, Roberto Urbina, Marisé Alvarez, Christian Nieves, Andres Munar, Liddy Paoli Lopez, Francisco Cabrera, Pedro Telémaco, Milo Adorno, Alfredo De Quesada, Juan Pedro Torriente, Jay Potter, Blanca Lissette Cruz, Laura Andújar, Euriamis Losada, Unax Ugalde.
Genere Biografico, colore 126 minuti. - Produzione USA, Francia, Spagna 2008. - Distribuzione Bim –

Che sia un regista americano (anche se in coproduzione con Francia e Spagna)  a firmare l’opera più realistica sul mitico rivoluzionario, mercificato fino all’eccesso e bollato però ancora come terrorista dalla Cia nel 2004, la dice lunga sulla versatilità di Steven Soderbergh, che rende un buon servizio al Che, con un film che sarebbe piaciuto a Roberto Rossellini.
La prima parte del film su Guevara ( l’altra uscirà alla fine di aprile) si concentra nel periodo, alla fine degli anni ‘50, in cui Fidel Castro, esiliato in Messico, si imbarca per Cuba con ottanta ribelli, deciso a rovesciare il regime del dittatore Fulgencio Batista. Fra i compagni di Castro c’è Ernesto Guevara, detto il Che per un suo intercalare, medico argentino votato totalmente alla causa.
 Il Che assume il comando della guerriglia fino alla vittoria di Santa Clara.   
Benicio Del Toro, meritatamente premiato a Cannes, lavora in sottrazione e rende il suo personaggio molto credibile, cogliendo ogni sfumatura dello sguardo e di una gestualità essenziale e quasi abitudinaria, nell’esercizio di medico come in quello di capo di una guerriglia durissima, che richiede una disciplina totale ( o l’Avana o morte). Ed è l’uomo Guevara, lontano dal santino e dalla melassa, che l’attore e il regista, ben supportati dagli altri interpreti,  riescono a farci capire nelle sue rigidità e nelle sue debolezze, ma anche nella genialità intellettiva e nell’integrità etica individuale e collettiva. Davvero Del Toro sa essere “duro senza perdere la tenerezza”, parafrasando una celebre frase del Che. 
Il film, che si basa sul testo di Guevara “Sulla sierra con Fidel – cronache della rivoluzione cubana”, ha come raccordo fra le scene di guerriglia un’intervista rilasciata dal Che a New York nel 1964, in concomitanza con il famoso discorso alle Nazioni Unite.
 Il progetto della rivoluzione, nato da un incontro ad una cena fra Guevara e Fidel, è stato un  sogno realizzato e poi travisato? Soderbergh non lascia intravedere un giudizio sull’attuale Cuba, ma attendiamo la seconda parte del film. Che, in casi come questi, e al di là della qualità tecnica ed espressiva, dovrebbe fare a meno del doppiaggio.

Elena Bettinetti