Grande serata di musica italiana nell'ambito del Sommeroper im Amthof a Feldkirchen
Che programma! Da far tremare i polsi. La prima parte era composta da arie da camera, la seconda parte arie d'Opera. Sono stati eseguiti tutti i più grandi compositori italiani, da Verdi a Rossini, da Donizetti a Giordano, da Tosti a Leoncavallo. Una serata indimenticabile per gli amanti della musica italiana, dell’Opera lirica e del bel canto. Un incanto.
Paolo Rumetz e Sabina Arru sono due artisti che si conoscono da anni ed il loro affiatamento è stato perfetto. La pianista Sabina Arru accarezza il pianoforte come cosa preziosa, identificandosi con lo strumento. In ogni momento musicale del concerto si è percepito che lei e il pianoforte erano una cosa sola.
Paolo Rumetz è da molti anni sulle scene, uno dei pochi che sa ancora cosa significa porgere il suono della voce, modulare la frase, cantare sul fiato e rendere udibile e visibile a tutto il pubblico il "recitar cantando e la parola scenica", tanto cara al Maestro Verdi. Peccato che per poterlo ascoltare bisogna andare all'estero...
A rompere il ghiaccio è stato Donizetti con due arie: "Amore e morte" e "Me vojo fa' na casa". Gli esperti sanno che le arie da camera di Donizetti sono un po’ scomode per il baritono, ma lui ne è stato ottimo interprete. La scelta è stata ripagata da un lungo e meritatissimo applauso.
A seguire Verdi con tre arie da camera conosciute: "La seduzione", "Nell'orror di notte oscura" e "Non t'accostare all'urna". Per queste arie la voce deve essere morbida e duttile e riuscire a cesellare gli stati d'animo. Rumetz ha vinto la sfida.
Ultimo compositore della prima parte è Tosti, grande conoscitore della voce per la quale ha scritto pagine indimenticabili. Le quattro arie eseguite sono molto famose, a cominciare da "Ideale", seguito da "Non t'amo più ", "La serenata" e chiudere con "L'ultima canzone".
Dopo aver per così dire “scherzato” e scaldato la voce, ecco che la seconda parte è dedicata all'opera. Si inizia con Rossini, Guglielmo Tell "Resta immobile". Aria di grande virtuosismo vocale, cantata con sicurezza. A seguire Giuseppe Verdi: Don Carlo "Aria e morte di Rodrigo"; Macbeth "Pietà, rispetto, amore"; Rigoletto "Cortigiani, vil razza dannata". Tre pezzi forti del repertorio di baritono, che richiedono oltre che capacità vocali, anche doti interpretative. Rumetz ha regalato momenti di forte emozione, mettendo in luce espressività e doti attoriali.
Si prosegue con "Nemico della patria" dall’Andrea Chenier di Giordano, altro pezzo forte del baritono, cantato con trasporto e nostalgia che il protagonista sente per le idee che l'hanno spinto ad abbracciare gli ideali della rivoluzione francese. Ultimo brano dell'intenso programma è stato il “Prologo" dall'opera I Pagliacci di Leoncavallo.
Il protagonista finisce l'aria cantando “incominciamo”, ma purtroppo il concerto è terminato. Il pubblico non ci sta, tutti in piedi, applausi a non finire e quindi un bis: Massenet "Vision fugitive".
Moltissimi applausi e grande successo. Gli artisti erano stanchissimi ma commossi per questo tributo alla loro classe, bravura e professionalità.
Il direttore del Festival Johannes Hanel, per anni assistente di Otto Schenk, ha presentato la serata con eleganza ed ironia. Sono ormai 15 anni che organizza questo festival mettendo in scena un’opera, concerti ed eventi legati alla manifestazione. Quasi sempre vi partecipa anche come cantante e regista. Bellissimo l'ambiente ed ottima l'acustica. Complimenti a lui per la sua grande professionalità e competenza. Gli auguro di mietere meritati successi con le prossime edizioni di questo festival.