Recensioni - Cultura e musica

Heinrich Böll : Il nano e la Bambola

Si tratta di una serie di gustosi racconti che svelano nella forma breve tutto il gusto di Böll per la parodia.

Heinrich Böll (Colonia 1917 – Bornheim 1985) è fra i maggiori scrittori tedeschi del dopoguerra con all’attivo numerosi romanzi di successo fra i quali ricordiamo “Foto di gruppo con signora” del 1974, “Opinioni di un Clown” del 1963. Ci piace anche ricordare due opere meno note dello scrittore “Impressioni d’Irlanda”, un piccolo affresco dell’immediato dopoguerra della verde isola celtica e, uscito solamente postumo, “Croce senza Amore” uno spietato racconto sugli orrori della Hitlerjugend ai tempi dell’affermazione del nazionalsocialismo. Böll fu insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1972.

 

 


Einaudi pubblica con la traduzione di Italo Alighiero Chiusano anche i suoi scritti brevi usciti nel 1972 con il semplice titolo di racconti (Erzählungen) e qui riproposti con l’incipit del racconto forse più noto “Il Nano e la Bambola”. Si tratta di una serie di gustosi racconti che svelano nella forma breve tutto il gusto di Böll per la parodia. Questi piccoli affreschi a volta crudi a volta quasi sognanti e metafisici ci rivelano uno scrittore attento ai cambiamenti del mondo contemporaneo e un acuto anticipatore di quello che saranno le manie e i parossismi della società postindustriale.

 

Vari sono i temi trattati. L’assurdità della guerra in “Avventure di un tascapane” del 1950 in cui un tascapane passa indenne fra le due grandi guerre del novecento per poi tornare in un triste moto circolare alla madre del primo soldato che l’aveva avuto in consegna. Il nascente sfruttamento turistico in “Siete a Tibten”  del 1953  in cui lo scrittore ironizza sulla creazione di un’attrazione turistica fasulla dal nulla con l’utilizzo di animaletti dati in omaggio con la margarina e spacciati per antichi manufatti romani. Il tutto con il caustico disincanto dell’annuncio alla stazione : “Siete a Tiebten… Stazione di Tiebten. I viaggiatori che vogliono visitare la tomba di Tiburzio favoriscano scendere” . Lo stesso annuncio ironico sarà ripreso pochi anni dopo da un altro grande scrittore di area germanica Friederich Dürrenmatt, con cui Böll ha molte analogie soprattutto nei racconti brevi, con il celebre “Guellen, stazione di Guellen” nella “Visita della Vecchia Signora”.

 

Ma vari sono i temi affrontati da Böll: l’industria editoriale con “La ricerca del lettore”  del 1954 , la corruzione con “Come nei romanzi di appendice” del 1956 fino a dei racconti più intimisti e surreali come “Monologo di un cameriere” del 1955.

 

Tanti piccoli affreschi ironici insomma, ma anche qualche bella tela impressionista, senza dimenticare il ritratto classico e qualche tela surreale. Una bella galleria tutta da leggere.

 

R. Malesci (15/03/10)