Recensioni - Cultura e musica

Il Maestro di Go opera contemporanea di Alessandro Melchiorre

L’opera di ambientazione giapponese tratta in breve di un maestro di Go, un antico gioco tattico giapponese, che viene sfidato dal suo allievo prediletto in una interminabile partita che si conclude con la morte del maestro.

Al di là delle scelte artistiche riteniamo che sia sempre interessante e costruttivo proporre la messa in scena di un’opera contemporanea, tuttavia questa scelta dovrebbe essere supportata da uno sforzo organizzativo maggiore soprattutto dal punto di vista della divulgazione e della possibile fruizione dell’evento. Purtroppo in questo caso il Teatro Filarmonico era desolatamente vuoto. Avremmo almeno preferito vederlo pieno di scolaresche o di ospiti di case di riposo e simili paganti 1 euro a biglietto, l’utilità e l’arte dell’allestimento ne avrebbe in ogni caso giovato.


L’opera di ambientazione giapponese tratta in breve di un maestro di Go, un antico gioco tattico giapponese, che viene sfidato dal suo allievo prediletto in una interminabile partita che si conclude con la morte del maestro. Come si comprende dalla trama più che un’opera di narrazione si tratta di un opera di riflessione in cui i rimandi simbolici del gioco del Go parlano alla nostra società moderna così freneticamente presa dagli avvenimenti. Ben ha fatto in tal senso la regista Elisabetta Brusa ad accentuare questo lato simbolico dislocando nei palchi vari schermi televisivi che avevano la funzione di riportare la realtà di un gioco lentissimo ai brevi flash del linguaggio televisivo. Per il resto l’allestimento era classico e rigoroso.

La musica di Melchiorre è densa di rimandi elettronici e riesce spesso a creare sonorità interessanti. Il limite della proposta sta forse proprio nella sua antiteatralità che ne appesantisce non poco la fruizione. I cantanti si  destreggiano al meglio nelle complesse arcate antimelodiche del compositore anche se spesso faticano a seguire la complessità della partitura. Tutti comunque dimostrano grande professionalità e preparazione : Maurizio Leoni (il Maestro), Fabio Buonocore (Otake), Rache O’Brien (Moglie), Lorna Windsor (Moglie di Otake). Completano il cast gli attori Armando Carrara, che impersona in modo convincente il narratore giornalista, e Sara Tamburello l’inviata speciale. Un plauso anche al direttore Yoichi Sugiyama e al coro dell’Arena di Verona diretto da Marco Faelli.

Le poche persone in sala hanno applaudito con convinzione.

R. Malesci (29/10/08)