Recensioni - Cultura e musica

In Disco: A risentir le stelle

Una raffinata selezione di poemi sinfonici composti nella Francia del secondo '800

Il titolo, immaginifico, è preso a prestito da una delle pagine che compongono il racconto, steso per tasselli e magistralmente composto, con il solito sapiente tocco, dell’etichetta Bru Zane. Proviene dall’omonima pagina, oggi unica superstite, della trilogia “Poème Nocturne”che Henry Duparc porta sul palco della parigina Salle Pleyel, nell’aprile del 1874. Ma “Aux Etoiles” è, anche e ancor prima, la preziosa cartina tornasole con cui il veneziano Centro di Musica Francese intende guardare alla produzione d’Oltralpe attraverso il Poema Sinfonico, genere paradigmatico, forse come nessun altro, dell’identità e delle aspirazioni musicali nazionali tardoromantiche. Due CD, a racchiudere, in un cofanetto in cui spiccano anche assolute rarità, il sapore e l’ambizione della Francia di secondo Ottocento, tra fermenti culturali e profonde trasformazioni sociali, all’ombra di un’inquietudine serpeggiante che queste pagine per metà intimamente tradiscono ma che, allo stesso tempo, prudentemente ovattano di armonie screziate, di ampie campate liriche occhieggianti a suggestioni letterarie, a loro volta attinte all’inesauribile repertorio leggendario e popolare. Ecco dunque quindici tracce che l’Orchestre National de Lyon, sotto la bacchetta autorevole di Nikolaj Szeps Znaider dipana con la consueta, avvincente efficacia, tra le quali, come volti familiari in una galleria di profili meno noti, ben si distinguono le celebri Danse Macabre di Camille Saint Saëns e l’Apprenti Sorcier di Paul Dukas. Attorno, il vero tesoro uscito dal forziere del Bru Zane. La delicata La Toussaint di Victorin Joncières, pagina di straordinaria suggestione, la sacrale opulenza del Chasseur Maudit di César Franck, il vibrante esotismo di Istar di Vincent d’Indy. Ma, soprattutto, il fremito sottile che Lili Boulanger, folgorante meteora della musica francese, imprime nel suo D’un matin de printemps, attraversato da bagliori debussiani e premonizioni ammiccanti al primo Stravinsky. E, con lei, altre presenze femminili si ritrovano nell’ascolto, tutte voci che il Centre già da tempo sta portando alla luce: Augusta Holmès con La Nuit et l’Amour del 1888, Mel Bonis con Le Rêve de Cléopâtre del 1909, e Charlotte Sohy con Danse mystique del 1923.

Aux Etoiles
Orchestre National de Lyon
Nikolaj Szeps-Znaider

Bru Zane