Recensioni - Cultura e musica

In Disco: Brahms. Il respiro interiore delle somme architetture

Una nuova incisione delle sonate per violino e pianoforte firmata da Alessio Bidoli e Bruno Canino 

Affrontare le Sonate per violino e pianoforte di Johannes Brahms significa misurarsi con un territorio in cui la densità del pensiero musicale non ammette scorciatoie. Qui l’emozione non è mai esplicitamente dichiarata, ma filtrata attraverso il pudore di una scrittura che chiede all’interprete profondità di visione e la capacità di far convivere, sorvegliandole, le due corde fondamentali di questo repertorio: un lirismo generoso e un senso della costruzione affidato ad architetture complesse, articolate, di ferrea coerenza interna. In questa nuova incisione realizzata per Warner Music Italy, la lettura di Alessio Bidoli e Bruno Canino si impone come un percorso di limpida consapevolezza, teso e sincero, lontano da ogni tentazione decorativa.

La Sonata n. 1 in sol maggiore op. 78 si apre sotto il segno di un lirismo trattenuto, quasi vigilato. Bidoli evita ogni compiacimento nel dipanare il racconto, lasciando che la linea del violino si sviluppi con naturalezza, sostenuta da un suono pieno e al tempo arioso, mai ostentato. Canino, da par suo, costruisce un pianismo che non accompagna, ma struttura il discorso, attribuendo peso e funzione a ogni passaggio, assecondando ogni trascolorazione. Il terzo movimento, con il riaffiorare dei Lieder Regenlied e Nachklang, è restituito con una malinconia discreta, più suggerita che dichiarata, come un ricordo che affiora senza imporsi.

Nella Sonata n. 2 in la maggiore op. 100, la cosiddetta Thuner-Sonate, l’intesa tra i due interpreti emerge in una gestione attentissima dei tempi e delle agogiche, che restituisce alla scrittura brahmsiana la sua dimensione più intima e conversativa. Il fraseggio di Bidoli rimane flessibile, sempre ancorato al respiro della frase, mentre Canino scolpisce il tessuto pianistico con chiarezza e misura, lasciando affiorare la complessità di una pagina solo in apparenza distesa.

È però nella Sonata n. 3 in re minore op. 108, prima del vorticoso baluginio dello Scherzo dalla Sonata FAE, scritta a sei mani con Schumann e Dietrich sul motto Frei aber Einsam, che l’incisione trova il suo punto di massima tensione espressiva. Il terzo movimento, con il suo carattere sospeso e inquieto, emerge come uno dei vertici del disco, per equilibrio tra introspezione e controllo formale, in un dialogo serrato che non smarrisce mai la tensione interna.

Johannes Brahms
Sonate per violini e pianoforte

Alessio Bidoli e Bruno Canino
Warner Music Italy