Recensioni - Cultura e musica

In Disco: Foglie ardenti, ombre lunghe: confessioni sul crinale dell’anima

I lieder di Brahms e Mahler nella sublime interpretazione di Sara Mingardo

Aureo, traboccante. Un autunno che non è solo nell’occasione esterna del titolo ma che avvolge, con i colori e le atmosfere del suo estremo dono – il dono di sé, delle ultime braci, prima della cenere dell’inverno – quello che abita, intimo, sontuoso, nel dialogo che Sara Mingardo intreccia in questo imperdibile percorso d’ascolto. Con lei, primi inter pares, la viola screziata, insinuante, di Danusha Waskiewicz e il pianoforte, acuto quanto discreto tessitore, di Aldo Orvieto. Sul leggio, uno degli itinerari più avvincenti del camerismo vocale; un viaggio dell’anima sul crinale che da Brahms conduce, per sentieri interni e sterrati, al Mahler delle poche parole, delle poche cose.

La pacata stupefazione che abita i Zwei Gesἅnge op.91 contrappuntata alla tensione meditativa dei Vier ernste Gesἅnge op.121, dove il testo biblico trova, a scolpirlo e a travasarlo con devota schiettezza, lo scalpello di Martin Lutero. E il trepidante grappolo tratto dai Vier Gesἅnge op.43 posato accanto ai primi due dei Fünf Lieder dell’op.105. La traversata brahmsiana è ai suoi ultimi istanti. Dall’altra parte della riva, ad attendere, è Mahler, con una rosa tratta dai Rückert Lieder, miniature in cui l’orizzonte via via trascolora assumendo tinte più ruvide, colori più terrei. Il passo sembra per un attimo vacillare, il ritmo si fa incespicante. L’incanto è definitivamente lacerato. Solo nell’istante, nell’epifania, della bellezza, della rivelazione, sta la tregua di un’esistenza di fatica, di stanchezza, di ombre. E l’autunno ha ormai stinto le sue foglie infuocate, e si avvia alla pece. Mingardo, sublime affabulatrice, è il diapason ideale di un dialogo in cui è la rara arte del lasciar parlare, di un ascolto che è già intima condivisione ed elettiva affinità, a srotolarsi come un arazzo: un dialogo che la caratura degli interpreti rende bruciante, disarmante rivelazione. In questo periplo dell’anima sta una rivelazione che non proclama ma, piuttosto, suggerisce, indica sottovoce, allude; un manuale di come si faccia musica, con orecchi tesi, mente aperta, cuore sintonizzato. Il velluto della voce della Mingardo dà la tinta ad un colore che sembra irradiarsi sulle due cordiere e intonarle ad un canto dell’anima, magnifico. Le ultime scintille dell’autunno. La sintesi della vita, ad un passo dal suo spegnersi. A prendere per mano l’ascoltatore, la guida di Quirino Principe, che come nessuno possiede le chiavi e i segreti di questi mondi.

Autumnal Gold
Johannes Brahms, Gustav Mahler

Sara Mingardo, Danusha Waskiewicz, Aldo Orvieto.
Stradivarius