Recensioni - Cultura e musica

In Disco: Hummel e Clementi, tra neoclassicismo e romanticismo

Il pianismo di Sebastiano Mesaglio alla riscoperta dei due musicisti

Dietro la cortina della notte romantica, là dove le ombre sono ancora lunghe e i contorni poco nitidi. È in questo sottobosco prezioso e appartato, ingiustamente relegato ai margini della storia, che, con un’operazione di pregevole fattura esecutiva ed ancor prima ideativa, Sebastiano Mesaglio inanella un percorso esplorativo e quasi iniziatico. Restituiti nella crepitante fragranza di un pianismo immaginifico capace di tenere a briglia stretta la voglia di dare fiato e gambe ad una strumentalità continuamente incalzante, l’universo di Muzio Clementi e quello per molti aspetti speculare di Johann Nepomuk Hummel squadernano qui, in questo ascolto sbalzato, la loro cifra di primattori di un’epoca storica, traghettando la somma lezione dei classici verso istanze nuove. Il confronto serrato, grazie anche ad una lettura di magnifica pregnanza, sembra esaltare due scritture dense e audaci, stese per ampie campate liriche ed accese dall’improvviso guizzo di bagliori tanto repentini quanto brucianti. Quella opulenta di Hummel, allo zenith della sua sapienza e maturità, nella Sonata op.81, e quella di un più giovane Clementi, nella breve ma sapida sesta Sonata op.13 e, soprattutto, nell’aspro, turbinoso Capriccio op.47 n°1 in cui, lontano, aleggia già lo spirito di Mendelssohn. A questo racconto intimo e appassionato, il Fazioli F278 aggiunge l’avvolgenza di una tinta caldissima.

Hummel - Clementi

Sebastiano Mesaglio
Stradivarius