Recensioni - Cultura e musica

In Disco: Preziose miniature di Mikalojus Konstantinas Čiurlionis

Gleb Pyšniak e Rokas Zubovas eseguono le musiche per violoncello e pianoforte del compositore lituano

Cacciatore di paesaggi e di canti, di visioni dell’occhio e dell’anima, Mikalojus Konstantinas Čiurlionis avrebbe oggi la bellezza di 150 anni, compiuti lo scorso 22 settembre. La sua riscoperta, alle nostre latitudini, è fatto relativamente recente e ancora molte sono le zone d’ombra, le sorprese, le rivelazioni da scoprire, annidate tutte in un’esistenza quasi mistica, votata all’atto creativo – la musica, la pittura, la poesia - come lente multiprospettica attraverso cui comprendere il mondo fuori e dentro di sé.

Questo prezioso esito firmato Stradivarius coniuga l’omaggio alla figura dell’autore lituano, in occasione di un anniversario tondo, attraverso alcune sue melodie trascritte per violoncello e pianoforte, all’indagine sui riverberi che il suo testamento ha disseminato nel nostro presente indicativo. In un’intesa di viscerale totalità, Gleb Pyšniak e Rokas Zubovas conducono attraverso i sentieri battuti dal vento del grande Nord, a raccogliere l’alone fiabesco dei suoi canti, le armonie macerate, impregnate di una sensualità sempre danzante tra invito e fuga, in cui Čiurlionis imbeve le sue pagine.

Miniature abitate da un lirismo cangiante, irrequieto, visionario che i due interpreti nobilitano in una restituzione che ha nella misura il tratto di una nordica, sincera partecipazione emotiva. L’intimità delle due voci intrecciate, cordiera contro cordiera, ne rende appieno l’incanto, in una stupefazione senza tempo che lascia affiorare, senza rischi di manierismo, riverberi occhieggianti a Skrjabin, ai tardoromantici, a quella schiera di outsider che, nel buio della loro bottega, dissolvono e impastano colori e umori per preparare la tavolozza al XX secolo. E - vera sorpresa dell’ascolto - incastonate tra pagina e pagina, tra tassello e tassello, si insinuano Žibuoklė Martinaitytė-Rosaski, Arturs Maskats Mihkel Kerem, le maggiori voci del Baltico odierno. Ognuno, con la propria cifra distintiva, a portare il tributo di una propria composizione, ognuno con un fiore dal proprio giardino, ad omaggiare il gigante silenzioso, il viandante visionario che amava raccontare l’assoluto e racchiuderlo in una bottiglia. Da ultimo, impossibile resistere alla tentazione di citare la copertina del lavoro. Poche pennellate, e davanti a noi si apre il paesaggio grigio, tra acqua e cielo, boschi innevati e sparute presenze viventi nascoste dietro tanta natura. L’anima del Baltico in poche pennellate. Una visione che è già invito ad addentrarsi nell’ascolto.

Mikalojus Konstantinas Čiurlionis
Baltic Sounscapes

Gleb Pyšniak e Rokas Zubovas
Stradivarius