Recensioni - Cultura e musica

La Bella Addormentata alla Scala

Teatro pieno per l'inaugurazione della stagione di balletto

“La bella addormentata nel bosco” di Pëtr Il’Ič Čajkovskij è il titolo che inaugura la stagione di balletto 2025/26 al Teatro alla Scala. Uno spettacolo affascinante, gradito da un pubblico di ogni fascia di età. Diversi infatti i giovanissimi, assiepati in platea e tra i palchi, concentrati sullo svolgersi della vicenda, raccontata da una eloquente musica sostenuta dai movimenti sincronici dei membri del corpo di ballo della Scala e da una gestualità carica di espressività e di sentimenti che i due ballerini principali, la giovane Camilla Cerulli, nelle vesti della principessa Aurora, e Navrin Turnbull, che ha impersonato il principe Désiré, hanno avuto il merito di conferire ai rispettivi personaggi interpretati.

Turnbull entra in scena all’inizio del secondo atto e viene all’istante sommerso dagli applausi degli spettatori: l’artista è infatti stato nominato lo scorso 8 gennaio, dal Sovrintendente e Direttore Artistico Fortunato Ortombina, Primo Ballerino del Teatro alla Scala.

Buonissima la prova della Cerulli che danza con leggerezza svolazzando da un lato all’altro del palcoscenico. Superba nel momento in cui, reggendosi sulla punta del piede destro, con la gamba sinistra sollevata in orizzontale, stringe la mano di quattro pretendenti che le si presentano uno dopo l’altro, compiendo in ciascuna occasione una rotazione circolare del corpo. Sembra di osservare un carillon, il gesto tecnico non è dei più semplici. Spavaldo e sicuro di sé Turnbull, aggraziato e insieme deciso nei movimenti a tratti vigorosi e virili.

Punto di forza della recita milanese i coloratissimi e preziosi costumi del premio Oscar Franca Squarciapino, che ha curato anche le scene, riprese per l’occasione da Costanzo Zanzarella

La favola è principalmente ambientata all’interno di un castello, in una sala arricchita da numerose porte e finestre, con sfarzose decorate colonne e statue di figure umane, ben protetto da un cancello dalle sbarre dorate, che si chiude quando l’azione si svolge al di fuori, nel bosco, mentre sullo sfondo della sala è visibile un ambiente popolato da alberi alti e folti.

Regia e coreografia del compianto Rudolf Nureyev, ripresa da Sabrina Mallem, Laurent Novis, Béatrice Martel, Lionel Delanoë. L’ottimo lavoro di Nureyev ritorna a Milano per la diciassettesima volta (l’esordio avvenne il 22 settembre 1966, mentre l’ultima rappresentazione è datata 9 luglio 2019).

A dirigere l’Orchestra della Scala Kevin Rhodes. Tra i momenti più intensi sul piano musicale va citata, al primo atto, l’esecuzione del notissimo “Valse” a cui fa seguito poco dopo l’”Adagio della Rosa”. Coinvolgente il Pas de Deux, al terzo ed ultimo atto, con Aurora e e Désiré che esprimono in danza la felicità che scaturisce dalla loro unione.

Spazio infine per alcuni personaggi tratti da altre favole: l’Uccello blu (Saïd Ramos Ponce) e la principessa Florina (Gaia Andreanò), il Gatto con gli stivali (Andrea Crescenzi) e la Gatta bianca (Giordana Granata), questi ultimi pronti a graffiarsi tra loro e ad aggredire, con gli affilati artigli di cui dispongono, chi gli capita a tiro.

Le risate si confondono quindi tra gli applausi e appena cala il sipario è il momento delle ovazioni, così Camilla Cerulli e Navrin Turnbull possono raccogliere, commossi, gli abbracci virtuali del pubblico.