Recensioni - Cultura e musica

La Grande Russia chiude il Settembre dell’accademia.

Rachmaninov e Rimskij Korsakov nel programma della Filarmonica del Teatro Regio

Così come si era aperto, ed in parte si era svolto, il Settembre dell’Accademia 2015 si è chiuso nel nome della musica russa. Gianandrea Noseda alla testa dell’Orchestra Filarmonica del Teatro Regio di Torino ha scelto i due massimi rappresentanti di quella fase di transizione che va dal riappropriarsi della grande tradizione popolare operata dal Gruppo dei cinque, alla grande rivoluzione novecentesca nata con Stravinskij e proseguita con Prokof’ev e Šostakovich, ovvero Rachmaninov e Rimskij Korsakov.

Solo una dozzina d’anni infatti separa le due composizioni in programma, ovvero il Concerto per pianoforte e orchestra numero 2 di Rachmaninov, datato 1901, dalla Sherazade di Rimskij, composta nel 1888; composizioni accomunate da una grande ricerca di virtuosismo, nel primo caso da parte dello strumento solista mentre nel secondo da parte di tutta l’orchestra.
Noseda ha scelto per entrambe le partiture una lettura molto energica, muscolare, ricca di contrasti che ne ha esaltato la componente romantica, risultando molto efficace in Rimskij Korsakov, forse un po’ meno nel concerto di Rachmaninov.
Durante l’esecuzione del concerto infatti si ha avuta l’impressione che l’orchestra coprisse il suono del pianoforte, penalizzando in parte  la valida esecuzione di Simon Trpceski, che è riuscito ad esprimersi al meglio nel secondo movimento, ovvero quello in cui il rapporto tra le due componenti era maggiormente equilibrato, mentre nel primo e nel terzo il solista sembrava più impegnato a contrastare le imponenti sonorità orchestrali.
Sonorità che in Sherazade hanno dato vita ad un ricchissimo caleidoscopio di colori, complici anche le eccellenti prime parti chiamate in causa nei vari brani che compongono la suite.
Noseda è riuscito a gestire ottimamente l’equilibrio tra romanticismo ed esotismo che è alla base della partitura esaltandone la componente descrittiva.
Risposta come sempre calorosissima da parte del pubblico che nel corso del concerto è stato premiato da ben tre bis: due offerti da  Trpceski che ha eseguito dapprima un brano di Rachmaninov insieme all’ottimo primo violoncello e successivamente una canzone macedone, mentre al termine l’orchestra, tornando alla sua vocazione operistica, ha concluso con il preludio del Nabucco di Verdi.

Davide Cornacchione 5/10/2015