Recensioni - Cultura e musica

La musica del Re Sole ridisegna il Teatro Grande di Brescia

 I Geneva Camerata protagonisti di un progetto brillante e innovativo

In prima italiana a Brescia, i musicisti della Geneva Camerata diretti da David Greilsammer hanno presentato “Dance of the Sun”, un’incantevole serata costruita con sapiente creatività ed atmosfera. Juan Cruz Dìaz de Garaio Esnaola, noto danzatore autodidatta spagnolo, si è unito al gruppo con nuove e piacevoli coreografie.

La serata ha avuto inizio con la suite orchestrale da Le Bourgeois Gentilhomme di Jean-Baptiste Lully che può essere letta a chiasmo in una sorta di riscrittura musicale della danza o viceversa una rivisitazione danzata della musica. D’altra parte, non è possibile slegare il nome di Lully da quello di Luigi XIV di Francia, detto anche il Re Sole. La favolosa ascesa di quello che fu uno dei sovrani più raffinati d’Europa è in parte debitrice al musicista italiano naturalizzato francese Giovanni Battista Lulli. Entrambi erano infatti sia musicisti che straordinari ballerini e fu proprio Lully che insegnò a Luigi XIV i passi per il “Ballet de la Nuit” dove il giovane sovrano sempre al centro di effetti spettacolari danzò per ben dodici ore vestendo i preziosi panni di Apollo (da cui appunto l’appellativo di Re Sole).
Allo stesso modo, nello spettacolo presentato dai musicisti della Geneva Camerata, il direttore e l’unico ballerino si alternano a dirigere musica e danza in un continuo scambio di ruoli.

La sperimentazione di questo interessantissimo progetto musicale è stata diversamente articolata in tanti brani tratti da Le Bourgeois Gentilhomme. Le nacchere dell’Air des espagnols hanno regalato una frizzante corrida incitata dal ritmo dello zapateado flamenco battuto dai piedi di buona parte dell’orchestra. I disegni coreografici del minuetto, un piccolo cameo che ha impreziosito la serata, evocano sia le danze di corte, ma anche il bellissimo parco di Versailles disegnato da Le Notre. Gli scambi di righe e colonne, la distribuzione a fontana nonché i cambi di direzione sono stati enormemente suggestivi. Deliziosa anche l’idea di incoronare il Re Sole con una corona disegnata interamente da strumenti musicali.

L’uscita di scena dei suonatori è iniziata quasi in silenzio, il silenzio tipico dei passi cosiddetti “terre à terre” degli albori della danza. La Marche pour la cérémonie des turcs è iniziata con un impercettibile cambio di peso dei musicisti disposti in formazione come quelle delle bande. Il ritmo binario è stato via via accentuato sia evidenziando lo spostamento di perso, sia aumentando la forza nel battere i piedi fino all’aggiunta del tamburo e di tutti gli altri strumenti. Restando in gruppo compatto l’ensemble è uscito di scena suonando quasi come nella fiaba del Pifferaio magico.

Dopo l’intervallo, il celeberrimo primo movimento della Sinfonia n. 40 in sol minore K550, è stato eseguito totalmente al buio e buona parte dei musicisti è scesa in platea disponendosi a ferro di cavallo nello spazio solitamente destinato alla buca dell’orchestra. Si è creata così un’atmosfera che ha favorito un’incredibile immersione musicale e predisposizione all’ascolto.
Risalito sul palco, l’ensemble è stato avvolto in una nuvola di fumo che ha contribuito ad aumentare l’effetto di suggestione e si è disposto in cerchio in ordine sparso attorno al direttore. Poi il danzatore ha iniziato a reclinare le sedie in modo da adagiare ad uno ad uno quasi tutti i musicisti che non hanno comunque mai smesso di suonare indipendentemente dalla posizione in cui si venivano a trovare.

La possibilità di avere a disposizione un’intera orchestra danzante ha fatto sì che la creatività dello spettacolo non venisse mai meno. Alla fine, il ballerino ha lasciato i suoi abiti a proscenio, mentre la musica gli si avvicinava sempre di più fino ad avvolgerlo in un silenzio assodante: la musica lo ha toccato concretamente con le sue mani facendogli fare una rotazione di trecentosessanta gradi e abbandonandolo poi esanime a terra come in una caravaggesca deposizione di Cristo.
Non sembra infine superfluo aggiungere che i musicisti hanno sempre suonato a memoria, senza spartito, dato che sono stati sempre impegnati con tutti i movimenti coreografici eseguiti. Lo spettacolo è stato molto apprezzato dal pubblico che ha manifestato la sua approvazione battendo sia le mani che i piedi.