Recensioni - Cultura e musica

Lezione Ventuno

Beethoven , la bellezza e il tempo in una fiaba per adulti visionaria e raffinata

Un film di Alessandro Baricco.
Con Noah Taylor, Clive Russell, Leonor Watling, John Hurt, Tim Barlow, Natalia Tena, Andy Gathergood, Daniel Tuite, Rasmus Hardiker, Phyllida Law, Adrian Moore, Matthew Reynolds, Clive Riche, Franco Pistoni, Chiara Paoli, Daniel Harding.
Genere Drammatico, colore 92 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione 01

Il 7 maggio 1824 si teneva a Vienna la prima esecuzione pubblica della Nona diretta da un  Beethoven ormai sordo e assente dalla scena musicale da dieci anni, afflitto da problemi finanziari e familiari. Nell'inverno di quello stesso anno venne trovato in un lago ghiacciato nei pressi di Vienna il cadavere di un violinista morto di assideramento mentre suonava. La sua mano stringeva con tale forza il manico dello strumento che non fu possibile staccarlo, e venne seppellito con il suo violino. E’ con questi due temi portanti che si sviluppa il film di Alessandro Baricco, che riprende un suo personaggio, il professor Mondrian Kilroy, amatissimo dai suoi studenti per la genialità e l’eccentricità, il quale sosteneva che la Nona di Beethoven è un falso capolavoro, un’opera vecchia di un uomo solo e profondamente infelice, che creò una sinfonia con “effetti speciali”. A Beethoven viene contrapposta la leggerezza e la leggiadria di Rossini, che rappresenta la nuova musica. Ci troviamo a un certo punto fra le nevi del Trentino, in un magnifico paesaggio dove il ghiaccio è quasi una metafora della vita, ghiaccio da cui però gli zoccoli dei cavalli sanno trarre suoni magici, come la musica che illumina la nostra vita. Il violinista si reca in visita a una compagnia stranissima di musicanti, tutti intenti a demolire la Nona Sinfonia, mentre il violinista ne decanta la bellezza. In un’altra storia parallela l’allieva prediletta del professore universitario va a trovarlo nella sua dimora, un Bowling in una comunità di homeless, per farsi rivelare la fine della lezione 21, rimasta incompleta. Il professore ora si dedica allo studio della musica afroamericana (che si sente, trascinante e vitale, nei titoli di coda.) Altri personaggi, contemporanei del secolo di Beethoven, disquisiscono spettegolando sulla musica dell’epoca.
Alcuni han visto nel film un’offesa a Beethoven, ma attenzione: mentre la Nona viene demolita a parole, se ne sente la musica,da cui si rimane inevitabilmente ammaliati. E il sommo compositore sordo e infelice realizza in musica un sogno di gioia e libertà con i versi di Friedrich Schiller: nella pronuncia tedesca infatti i termini “freude –gioia” e “freiheit –libertà” sono simili (quest’ultima parola fu vietata per lungo tempo nei teatri di molti paesi, fra cui quelli austriaci, nel periodo della rivoluzione francese e successivo).
Il film di Baricco è un esercizio di stile dotto e provocatorio, con alcune punte leziose di narcisismo e saccenteria, oltre che di compiacimento estetico, e non è semplice orientarsi nei vari registri narrativi, ma ha in sé l’emozione profonda sulla musica e per la musica, e possiede alcune scene di  profonda intensità, come la danza degli zoccoli dei cavalli sul ghiaccio, la riflessione del professore sulla vecchiaia rapportata alla bellezza, e la scena finale della morte del violinista, che da sole valgono la visione del film.  
Elena Bettinetti