Recensioni - Cultura e musica

Macerata: tutto esaurito per i Carmina Burana

 Si conclude il Macerata Opera Festival 2026

Il cartellone del Macerata Opera Festival 2026 si chiude con l'esecuzione del "Carmina Burana", la famosa cantata scenica composta da Carl Orff tra il 1935 e il 1936.

Il titolo completo è "Carmina burana: Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis" e si basa su 24 componimenti poetici tra quelli trovati nella raccolta medievale omonima, opera di goliardi e clerici vagantes.

Appartiene al trittico teatrale di Orff Trionfi, comprendente i Catulli Carmina (1943) e il Trionfo di Afrodite (1953). Rappresentato per la prima volta l'8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno, in Italia invece il 10 ottobre 1942 al Teatro alla Scala di Milano. La cantata ebbe un grande successo in Germania, pur essendo ostacolata dal regime nazista per il tono erotico di alcuni canti.

Il suggestivo muro dello Sferisterio viene utilizzato per proiettare i video di Luca Agnani che ogni tanto risultano stucchevoli e in altri momenti più suggestivi, specialmente quando si usano i quadri di Bosch.

Il maestro Ramón Tebar guida la FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana. Una direzione energica, muscolare, con tempi rapidi, dove si evidenziano bene le masse corali e le varie atmosfere, pur con qualche scollatura. La form reagisce bene nell'impasto generale, tra cui il valido apporto delle percussioni, dei due pianoforti suonati da Cesarina Compagnoni e Claudia Foresi, anche se la sezione ottoni non sembra pienamente in serata.

Protagonista principale è sicuramente il Coro lirico marchigiano “Vincenzo Bellini” diretto dal maestro Christian Starinieri. Si evince una bella compattezza tra i vari registri, un senso di solennità, di potenza e di incisività nell'accentuazione del testo. Tra i momenti migliori sicuramente l'intenso "Forune piango vulnera", il celeberrimo "O fortuna" e l'emozionante "Ave formosissima".

Molto validi anche i Pueri Cantores “D. Zamberletti” preparati vocalmente da Annarosa Agostini e diretti dal maestro Gian Luca Paolucci che hanno eseguito correttamente e con naturalità le loro parti.

Ruzil Gatin dimostra di avere una voce elegante, squillante, proiettata, di buona ampiezza, pur con qualche tensione nel registro acuto di "Olim lacus colueram".

Grisha Martirosyan ha una bella pasta baritonale, morbida, con un volume non proprio da Arena. Si avvertono nei falsetti del "Dies non et omnia" alcune forzature dovute ad una scrittura alquanto impegnativa.

Il soprano Karen Gardeazabal spicca con la sua voce adamantina che sa gestire con una tecnica impeccabile tra raffinati filati e mezze voci. Si apprezzano i legati di "In tutina", la delicatezza di "Amor volat undique", la solidità e la fluidità degli acuti in "Dulcissime".

Sferisterio sold out da mesi che ha risposto con tantissimi applausi, anche tra un brano e l'altro, interrompendo il clima di ascolto. Nonostante il grande successo, non è stato concesso alcun bis.

Nel frattempo è stato svelato il programma della stagione 2027 con le riprese della Traviata degli specchi (Brockhaus/Svoboda), l'Elisir d’amore di Damiano Michieletto e una nuova produzione di Tosca in collaborazione con la Fondazione Spontini.

Marco Sonaglia (Arena Sferisterio-Macerata 7 agosto 2026)