Nelle Marche ci siamo abituati bene con la musica classica e ogni settimana l'Orchestra Filarmonica Marchigiana ci presenta un nuovo programma sempre interessante, come quello presentato al teatro La perla di Montegranaro
Questa volta il concerto tutto dedicato al genio tedesco Ludwig van Beethoven ha visto protagonista nella prima parte una delle violiniste più acclamate degli ultimi anni: Anna Tifu.
Il "Concerto per violino e orchestra in re magg. Op. 61" venne eseguito per la prima volta a Vienna il 23 dicembre 1806. Formato da tre movimenti: Allegro ma non troppo, Larghetto (Sol maggiore) e Rondò/Allegro è l'unica composizione per questo strumento solista e figura nel repertorio dei maggiori violinisti del mondo grazie alla sua scrittura affascinante. Il concerto è stato eseguito con estrema grazia da Anna Tifu, che, specialmente nelle note acute, offre un suono cristallino unito ad una tecnica solida che mette in risalto tutta l'agilità sulla tastiera, in modo particolare nel terzo movimento così brillante e vitale. I dialoghi di carattere intimo tra orchestra e violino a volte non sono stati pienamente convincenti. Molto bello e interessante il bis, con una composizione di Satie per violino solo, dove la Tifu eccelle e mostra un particolare coinvolgimento emotivo ed espressivo.
La violinista ha poi ricevuto il titolo di socio onorario dall'associazione Amici della Musica che da ventinove anni organizza una stagione concertistica di alto livello.
La seconda parte del concerto è proseguita con la "Sinfonia n.2 in re magg. Op. 36". Composta fra il 1800 e il 1802, fu eseguita il 5 aprile 1803 a Vienna e diretta dal suo compositore. Si presenta con la classica forma a quattro movimenti: Adagio molto - Allegro con brio, Larghetto, Scherzo - Trio: Allegro e Allegro molto. Il tema solenne dell'adagio sfocia in un allegro giocoso e in forma sonata. Il larghetto è più soave e disteso. Nel terzo movimento invece è interessante notare come Beethoven per la prima volta cambia il minuetto con il nome scherzo. Infine un Allegro molto conclude in maniera scintillante la sinfonia.
La Form è stata ben diretta dal giovanissimo Davide Trolton (classe 2001) con energia e giusto pathos, specialmente nelle parti più lente, riuscendo ad esprimere molto bene la presenza, all'interno della sinfonia, di momenti pervasi da un clima a tratti doloroso a tratti più gioioso. L'orchestra risponde in modo eccellente, con i fiati sempre convincenti e gli archi più scuri (violoncelli e contrabbassi) davvero centrati.
Un altro pomeriggio di grande musica, che ha deliziati i numerosi presenti.
Marco Sonaglia (Teatro La perla-Montegranaro 6 aprile 2025)