Ottimo successo di pubblico
Continua senza sosta l'intensa stagione dell'Orchestra Filarmonica Marchigiana, che anche questa volta ospita un altro grande nome come Danilo Rossi (prima viola solista del Teatro alla Scala dal 1986 al 2021) nella doppia veste di strumentista e di direttore. La Form ci sta abituando alla scoperta di nuovi compositori, con l'ascolto di opere inedite, interessanti ed inaspettate.
Questa sera al teatro la nuova Fenice di Osimo è stata presentata la prima esecuzione assoluta (su commissione Form) dell'opera "Dialogo della natura e di un Islandese" per viola e orchestra, scritta dal giovane compositore varesino Stefano Nigro e ispirata alla celebre ed omonima operetta morale di Giacomo Leopardi, composta nel 1824 a Roma.
La musica inizia portandoci sin dalle prima note in una atmosfera quasi primigenia, che crea un senso di smarrimento eppure di attesa, con i violini sibilanti e pianissimi intensi. Subito segue però, un vero e proprio dialogo fra le varie sezioni orchestrali e l'alternanza di accese dinamiche che ci portano col pensiero al forte contrasto fra l'intenzione dell'uomo (la viola) di trovare pace e rifugio nella natura (l'orchestra) mentre in realtà non può far altro che scoprire la sua durezza, con le sue leggi che prescindono dall'umanità, in balia, quest'ultima, di leggi inarrestabili ed incontrollabili. Tutto ciò tiene l'ascoltatore in uno stato di attenzione continua, diviso fra momenti di forte lirismo e momenti più pieni, percussivi ed intensi. Un'ottima prova per Stefano Nigro, presente in sala e salutato da un caloroso applauso.
Il concerto è proseguito con la "Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra in Mi bemolle maggiore K 364". Una composizione di Wolfgang Amadeus Mozart scritta nel 1779 in un periodo di grande difficoltà in seguito alla morte della madre e al forzato rientro a Salisburgo, composta da tre movimenti: Allegro maestoso (4/4, Mi bemolle maggiore), Andante (3/4, do minore) e Presto (2/4, Mi bemolle maggiore). La sinfonia concertante ci regala grandi emozioni (in modo particolare nel sublime Andante) sia per la carismatica direzione orchestrale affidata al fantasioso violista Danilo Rossi, sia per la presenza sul palco del giovane violinista Ulisse Mazzon, già vincitore di prestigiosi premi, tra cui il Postacchini 2025. Occorre spendere parole di elogio per questo giovane interprete che suona uno strumento realizzato in Italia in tempi recenti, eppure capace di un suono assai lontano dai violini di moderna costruzione. Il suo Mozart è preciso, lucente, profondo ed ispirato. Il "dialogo" con la viola del maestro Rossi é quanto mai equilibrato e assolutamente ben tessuto. Mazzon é un talento sicuramente da seguire, una bella scoperta che la Form ha donato al pubblico.
Nella seconda parte è stata proposta la "Sinfonia n. 82 in do maggiore, Hob:I:82 “L’Ours” (L’orso)" di Franz Joseph Haydn, formata da quattro movimenti (Vivace, Allegretto, Menuetto, Finale-Vivace assai). Nell’inverno del 1784-85 il Concert della Loge Olympique di Parigi commissionò ad Haydn ben sei sinfonie, note come le parigine. Composta nel 1786 ad Esterhàz, fu eseguita per la prima volta nel 1787 a Parigi nella sala delle Guardie del palazzo delle Tuileries. La Sinfonia deve il suo nome alla simulazione della pesante camminata dell'Orso, con il famoso tema zingaresco della danza nel quarto movimento, che, a sorpresa, non è un rondò come da tradizione, ma in forma sonata. La Form esegue con grande chiarezza la Sinfonia, che è sicuramente aderente allo stile più classico della forma stessa, mettendo in risalto la sezione dei fiati, specialmente nella fluidità degli ottoni e dei legni.
La direzione di Danilo Rossi diventa un tripudio di espressività, energia e puro divertimento per orchestra e pubblico. Infatti viene concesso il bis del quarto movimento, con il direttore talmente soddisfatto che ha deciso di sedersi in platea per ammirare la Form. Una scelta bizzarra, ma anche significativa, soprattutto rispettosa verso i professori, visivamente meravigliati e sorridenti.
Marco Sonaglia (Teatro la nuova Fenice-Osimo 13 marzo 2026)