Il capolavoro di Lorca Massine continua ad entusiasmare il pubblico
Zorba torna anche quest’anno al Teatro Romano di Verona ed il pubblico accoglie la coreografia firmata da Lorca Massine (qui fedele nella trama all’originale, ma completamente riadattata) ancora una volta senza risparmiare gli applausi e con grande calore. Le vicende dei corpi di ballo italiani sono purtroppo ormai lontane dal memorabile debutto in Arena del 1988 con la leggendaria coppia Vladimir Vasiliev e Gheorghe Iancu, ma anche questa versione “ridotta” per spazi, orchestra e coro è senz’altro coinvolgente e merita di essere vista anche più di una volta.
Il balletto, tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis e divenuto celebre grazie all’omonimo film con Anthony Quinn e alla musica di Mikis Theodorakis, è articolato in due atti e ventiquattro scene. La vicenda è ambientata in Grecia dove un turista americano di nome John si innamora del luogo (e come dargli torto vedendo il turchese del mare!). Da straniero, prova ad integrarsi, ma le persone del posto gli sono ostili; solo Zorba, un greco dai mille mestieri e dallo spirito libero, lo aiuta.
John si innamora della giovane vedova Marina. La donna ricambia lo straniero, subendo il fascino dell’esotico, ma il popolo, interpretando questa scelta come un tradimento, ne decreta la condanna a morte, gettando John in uno stato di dolore terribile. Zorba è attratto da Hortensia, una ballerina francese ormai sfiorita che vive di ricordi. Alla fine di tutte le vicende sentimentali che reggono la labile trama del balletto, Zorba invita John a ballare una danza liberatoria, il popolare sirtaki che tutti riconosciamo dalla prima nota.
Il cast di questa edizione 2026 è stato meno coinvolgente di quello del 2023 con la coppia Denys Cherevychko e Davide Dato, ma pur sempre di tutto rispetto.
In questa rappresentazione Davide Buffon e Alessandro Casà hanno danzato rispettivamente nei ruoli di Zorba e John: due personalità decisamente diverse tra loro come richiesto dalle parti e sicuramente entrambi trascinanti. Buffon è stato credibile nella recitazione bucolica e il suo Zorba si è rivelato un uomo autentico, buono d’animo e anche divertente sia nel Tsifteteli con le ragazze che con Madame Hortense. Davide Dato ha una fisicità elegante, bei salti e ottima tecnica nei giri.
Virna Toppi nei panni di Marina è stata poco convincente dal punto di vista interpretativo nella prima parte: il personaggio mancava di pathos e carattere affiorati sicuramente meglio dopo l’intervallo. La Toppi ha comunque sempre esibito una tecnica impeccabile connotata da linee lunghissime e morbide.
Beatrice Carbone è stata una Madame Hortense dolcissima e sognante: con lei il tempo si ferma e noi viviamo dei suoi ricordi intrisi di tenerezza senile.
Bravo anche Nicola Del Freo nella parte di Manolios.
Ottima prova anche per il Corpo di Ballo che ha danzato con divertimento, sincronia e ottima energia non risparmiandosi per i bis/tris chiesti a gran voce dal pubblico che applaudiva con mani e piedi.
Pregevoli le scene di Filippo Tonon che ricordano quelle delle cariatidi dell’Eretteo.
Per gli applausi sul palco anche questa volta il leggendario Lorca Massine a marcare le prime note del suo celeberrimo e amatissimo sirtaki. Nella cavea del Teatro Romano numerosi addetti ai lavori, tra cui non sono passati inosservati gli ex primi ballerini della Fondazione Arena di Verona, Stefania Cantarelli e Giovanni Patti, oltre al poliedrico coreografo nonché ex direttore del corpo di ballo veronese Renato Zanella.
Seconda replica in scena mercoledì 26 agosto 2026.
Sonia Baccinelli
Verona, 25 agosto 2026