Tre atti unici del grande drammaturgo russo al Teatro Donizetti
Per la bella stagione di prosa del Teatro Donizetti di Bergamo arriva un artista iconico come Peter Stein. L’acclamato regista tedesco, dall’alto dei sui 88 anni, firma “Crisi di Nervi”, uno spettacolo formato da tre atti unici di Anton Chekov: “L’Orso”, “I danni del tabacco” e “La Domanda di Matrimonio”. La produzione è di Tieffe Teatro.
Peter Stein impartisce una lezione di semplicità e compiutezza scenica. Una lineare infilata di quinte, costumi d’epoca, pochi e sobri arredi in stile. La regia non si vede ma è perfetta. Accurata e meticolosa la scelta e la preparazione tecnica degli attori. Uno spettacolo in crescendo, con il primo atto unico che vola sulle ali del non detto, sugli accenni amorosi, sugli ammiccamenti. Tutto sulla parola e sul doppio senso fiorito il breve monologo sul tabacco. Farsesco e in stile vaudeville l’atto finale, esilarante e perfettamente calibrato.
La preparazione è millimetrica, non vi è una parola che non sia pensata e interpretata magistralmente. Un teatro sorprendente per scavo maniacale del sottotesto. Sembra niente eppure è tutto. Sembra facile, non lo è. Sembra ovvio eppure in Italia è straordinario. Teatro semplice, preciso, come dev’essere. Da vedere.
Perfetti gli attori: Maddalena Crippa trova accenti di patetica comicità, è magnetica e accattivante nei dialoghi. Alessandro Sampaoli è maniacale e febbrile. Emilia Scatigno e Alessandro Averone incantano con una comicità surreale, un connubio assoluto fra fisicità di carattere, chiarezza e tempi di superba precisione. Sergio Basile è un caratterista di gran lusso. Sobrio e puntuale Gianluigi Fogacci nei Danni del Tabacco.
Teatro pieno e molti applausi nel finale.
Raffaello Malesci (Martedì 20 Gennaio 2026)