In Ancona continua senza sosta l'interessante stagione di prosa al teatro delle Muse
Questa volta in scena "I corpi di Elizabeth" (titolo originale “Swive Elizabeth”) scritto nel 2019 dalla drammaturga britannica Ella Hickson e tradotto magistralmente da Monica Capuani (produzione Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile del Veneto, con il contributo di Next – Laboratorio delle idee per la produzione e distribuzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo).
Narra la storia di Elisabetta I, che dopo un'infanzia difficile (a tre anni venne decapitata sua madre Anna Bolena, condannata dal marito, il re Enrico VIII), fu l'unica donna non sposata che regnò l'Inghilterra e l'Irlanda dal 1558 al 1603.
Un simbolo di coraggio che con astuzia, seduzione e intelligenza ascese al potere in una società fortemente patriarcale, grazie ad una mente, una passione carnale, una capacità di autocontrollo che le permisero di sopravvivere a pericoli inimmaginabili.
La regia a quattro mani è curata da Cristina Crippa e Elio De Capitani (con il titolo che si ispira al libro di Clara Mucci “I corpi di Elisabetta” Pacini editore, 2009). Uno spettacolo asciutto, cupo, ironico, diviso in capitoli come in un racconto, che illumina in profondità il conflitto tra amore e potere, che valorizza la scrittura della Hickson con il suo ritmo pungente, sanguigno, moderno, con richiami alla tradizione elisabettiana.
Eleganti le scene di Carlo Sala con un gioco di veli che si aprono, chiudono e richiamano alla dinastia Tudor, attraverso il cardo, le rose, i trifogli, gli intarsi d'oro. Pochi elementi presenti tra cui il trono, una tavola e delle teche di vetro con dentro le candele.
Evocative, notturne, rifinite le luci di Giacomo Marettelli Priorelli, lussuosi e sontuosi i costumi di Ferdinando Bruni, ottime le musiche e il suono di Gianfranco Turco.
Elena Russo Arman interpreta la regina Elizabeth adulta, la matrigna-tutrice Catherine Parr, la sorellastra maggiore Mary Tudor. Una grande recitazione dominata magneticamente, modulando la voce, i movimenti, gli sguardi per caratterizzare al meglio i suoi personaggi.
Anche la bravissima Maria Caggianelli Villani mostra freschezza e padronanza scenica nei ruoli della giovane Elisabetta, la cugina Katherine Grey, una lavandaia.
Sul versante maschile non hanno affatto deluso il sempre valido ed energico Enzo Curcurù (il maestro di stalla Seymour, il favorito Dudley), il pacato e raffinato Cristian Giammarini (consigliere Cecil).
Pubblico molto attento che è esploso a fine spettacolo con lunghi applausi per tutto il cast.
Prossimo appuntamento dall'11 al 15 marzo con "Sabato, domenica e lunedì" di Eduardo De Filippo.
Marco Sonaglia (Teatro delle Muse-Ancona 26 febbraio 2026)