Ultimo appuntamento con la prosa per questa stagione
In Ancona ultimo tassello di stagione al teatro delle Muse con “Il male oscuro” (prodotto da Marche Teatro, Teatro Biondo di Palermo, Teatro Stabile di Catania).
Lo spettacolo è tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Berto, pubblicato nel 1964, che diventò un caso letterario vincendo in una sola settimana due prestigiosi premi letterari come il Viareggio e il Campiello. Nel 1990 Mario Monicelli ne ha tratto un film, affidando il ruolo del protagonista a Giancarlo Giannini. Viene narrata la vicenda autobiografica di uno scrittore in crisi, segnato dai sensi di colpa per la morte del padre, che decide quindi di affidarsi alla psicanalisi per comprendere le ragioni profonde del suo malessere.
Giuseppe Dipasquale ne ha curato la riduzione per la scena e la regia.
Impresa non facile quella di adattare un testo così importante, ma Dipasquale, da navigato uomo di teatro quale è, non ha deluso le aspettative, sapendo valorizzare gli attori, sottolineando la grande attualità di questo malessere profondo, con un ritmo incalzante, tra flashback e situazioni tragicomiche.
Le scene affidate ad Antonio Fiorentino sembrano rappresentare più uno stato mentale che non un luogo fisico. Una serie di veli di plastica che di volta in volta si scoprono, come le sensazioni e i ricordi del protagonista. Pochi elementi sul palco, come il divano nello studio dell'analista, parallelepipedi, cubi che vengono spostati dagli attori per ricostruire velocemente ambienti diversi, aiutati anche dagli efficaci movimenti coreografici di Rebecca Murgi. Ben realizzati i costumi di Dora Argento, ottime le musiche di Germano Mazzocchetti che sottolineano con stili diversi la narrazione.
Il protagonista Bepi è interpretato da un grande Alessio Vassallo. L'attore tratteggia benissimo quell'io narrante diviso tra senso del dovere e desideri frustrati, che ha la sensazione di non riuscire a governare la propria vita. Ogni sfumatura psicologica del suo carattere è scolpita con sicurezza attraverso gli sguardi, i gesti e l'uso della voce caratterizzata anche da inflessioni dialettali.
Ninni Bruschetta nella doppia parte dello psicanalista e del severo padre di Bepi si conferma sempre validissimo, mescolando naturalezza, controllo scenico, tono vocale caldo, avvolgente e marcatamente siculo.
Ben scelti anche gli altri attori che hanno interpretato più ruoli, a cominciare dalla delicata Consuelo Lupo (Madre di Bepi, professoressa di scienze, conoscente donna del ristorante), la brava Viviana Lombardo (Sorella di Bepi, infermiera, suora clinica ostetrica), la brillante Lucia Fossi (Vedova francese, maestra delle elementari, Lucia la sporca, ragazza portoricana), l'efficace Ginevra Pisani (Sorella di Bepi, la ragazzetta poi moglie di Bepi, Augusta figlia di Bepi), i validi Cesare Biondolillo (Il chirurgo amico, l'infermiere, prete, ostetrico, Marinini) e Luca Iacono (Primario dell'ospedale, compagno di scuola, conoscente maschio del ristorante, prete calabrese).
Vivo successo per tutto il cast, con varie chiamate in palcoscenico. Si chiude così una stagione di altissima qualità, con una varietà di titoli sempre interessanti e mai banali. Marche Teatro si conferma un fiore all'occhiello per la città di Ancona, ufficialmente designata Capitale italiana della Cultura 2028. Tra qualche ora scopriremo la stagione 2026-2027, nel frattempo ci teniamo strette le emozioni appena passate.
Marco Sonaglia (Teatro delle Muse-Ancona 16 aprile 2026)