Recensioni - Teatro

Ancona: La Cosmicomica vita di Q

Al teatro delle Muse arriva lo spettacolo La Cosmicomica vita di Q, tratto da Le Cosmicomiche di Italo Calvino

Le Cosmicomiche sono una raccolta di dodici racconti scritti tra il 1963 e il 1964, in origine pubblicati per la maggior parte sui periodici Il Caffè e Il Giorno tra il 1964 e il 1965, successivamente ripubblicati sotto forma di raccolta da Einaudi nel 1965.

I racconti sono storie umoristiche e paradossali relative all'universo, all'evoluzione a tempo e spazio che viaggiano in una attrazione metafisica. Una delle cose più geniali e creative dello scrittore, sicuramente difficili da trasportare in teatro, invece la drammaturgia di Vincenzo Manna è stata quanto mai vincente e rispettosa dell'universo calviniano.

L’adattamento teatrale mette insieme i racconti come fossero un’unica storia, così le dodici cosmicomiche si susseguono senza soluzione di continuità, intrecciate l’una nell’altra secondo un “principio metamorfico" con la riuscita regia di Luca Marinelli e Danilo Capezzani. Le scene e luci sono di Nicolas Bovey che riesce con pochi elementi a costruire il giusto climax. Questa tenda di stoffa grigia che viene usata per creare effetti diversi, il semicerchio di lampadine che contorna il palco, l'enorme luna che scende al centro. Ottimo il suono di Hubert Westkemper, ricercate e pertinenti le musiche originali di Giorgio Poi, incisivi i costumi di Anna Missaglia.

Luca Marinelli nella parte del protagonista Qfwfq abbreviato in “Q” è un personaggio complesso, stratificato, che ha in sé la memoria del mondo, una memoria scientifica, esperienziale, culturale. Mostra la sua bravura nel passare con disinvoltura da momenti accesi ed energici come quando interpreta Trevor, il presentatore di un banalissimo reality show ad altri più intensi, stralunati e malinconici.

Con lui una compagnia molto affiatata, di grande livello che sa tenere il palco con sicurezza, interpretando personaggi diversi modulando voci e movimenti, formata da Gabriele Portoghese, Valentina Bellè, Alissa Jung, Federico Brugnone, Fabian Jung, Gaia Rinaldi.

Lo spettacolo di circa due ore è tutto in crescendo, ha un inizio quasi beckettiano e lo spettatore si sente a tratti smarrito, nonostante venga in qualche modo coinvolto tra battute ironiche, riflessioni intelligenti e simpatici sguardi, fino ad arrivare al finale poetico, dove il protagonista invoca "L'attitudine alla meraviglia", quasi un monito e una cura per questi tempi barbari.

Teatro sold out e ripetuti applausi per tutta la compagnia.

Prossimo appuntamento dal 9 al 12 aprile con "Non si sa come" di Luigi Pirandello, interpretato da Franco Branciaroli, Alessandro Albertin, Valentina Violo, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati.

Marco Sonaglia (Teatro delle Muse-Ancona 19 marzo 2026)