Recensioni - Teatro

Ancona: Lavia legge Edipo Re

In Ancona prosegue l'interessante rassegna - Echi dal passato, suoni dal presente - nella suggestiva cornice dell'anfiteatro romano

Questa volta nell’ambito di TAU Teatri Antichi Uniti arriva lo spettacolo "Lavia legge Edipo re". Il maestro del teatro italiano affronta una lettura dedicata alla figura di Edipo, simbolo dell’intelligenza dell’uomo che non si ferma fino alla risoluzione di ogni enigma, spinto dal desiderio di conoscenza e verità e disposto ad accettarne il peso, anche quando può trasformarsi in rovina.

L'opera di Sofocle (rappresentata orientativamente nel 430-420 a.C. circa) che Aristotele considerava la “perfetta espressione del genio tragico greco”, racconta la drammatica indagine condotta da Edipo per liberare Tebe dalla pestilenza causata dall’ira di Apollo.
Sul palco solamente Gabriele Lavia vestito di nero, un leggio e poche luci per un'atmosfera intima, dove la parola è la vera protagonista. Lavia introduce brevemente il racconto, poi apre il suo storico copione della tragedia ricco di appunti e con la traduzione di Salvatore Quasimodo.

Inizia così il viaggio che si trascina per quasi due ore e mezza di spettacolo. Gabriele Lavia è un grande traghettatore e con la forza interpretativa che lo contraddistingue ci offre una lettura intensa, profondamente umana, ma al tempo stesso informale. Si perché all'attore piace fermarsi a riflettere sul significato di un termine, oppure spiegare nel dettaglio il mondo dell'antica Grecia. Lo fa con naturalezza, con sincerità ed è bello vedere come dopo tutti questi anni sia ancora innamorato di questo testo (che ha portato in scena varie volte nel corso della sua lunga carriera) e ovviamente del suo mestiere.

Quello che colpisce è la vitalità dei suoi ottantre anni, la maestria nel piegare la sua voce calda, brunita, possente a tante sfumature diverse per interpretare i personaggi che popolano questa storia, passando da momenti delicati ad altri concitati con la massima naturalezza, aggiungendo pochi e semplici gesti inseriti nei giusti momenti.

Il pubblico ascolta in silenzio e Lavia ringrazia dicendo: Alla fine gira e rigira ci siamo letti tutto l'Edipo re! Ci si sente veramente arricchiti da questa vibrante avventura e c'è anche spazio per riflettere sul messaggio quanto mai attuale che questa tragedia ci lascia: "L’uomo è sempre la causa dei mali degli uomini".

Marco Sonaglia (Anfiteatro romano-Ancona 22 luglio 2026)