Recensioni - Teatro

Ancona: Non si sa come

Si avvia verso il finale la stagione di prosa delle Muse, ma c'è ancora spazio per un titolo di Luigi Pirandello: Non si sa come

Dramma in tre atti, ispirato dalle novelle Nel gorgo (1913), Cinci (1932) e La realtà del sogno (1914) che venne rappresentato per la prima volta il 13 dicembre 1935 al Teatro Argentina di Roma.

La vicenda racconta del conte Romeo Daddi che tradisce, durante un improvviso momento di debolezza, la moglie Bice con Ginevra, consorte dell’amico di famiglia Giorgio Vanzi. Questo atto, compiuto in uno stato di totale inconsapevolezza, rievoca in Daddi un’altra colpa affogata in un passato lontano, concatenata nel metodo e a tutti segreta. Si tratta dell’omicidio di un giovane, commesso durante una lite tra ragazzi.

La regia è di Paolo Valerio, che prosegue il suo percorso nella psicologia e nell’animo umano, intrapreso con “La coscienza di Zeno". Valerio ci conduce in uno spettacolo asciutto, introspettivo, analitico, con alcuni momenti di suspence, mettendo in risalto la scrittura spietata di Pirandello, che affronta le profonde contraddizioni della nostra esistenza. Ogni personaggio è descritto con arguzia, diviso tra coscienza e realtà quotidiana, tra i dettati della ragione e gli impulsi dell'istinto, tra responsabilità e inconsapevolezza.

Le scene di Marta Crisolini Malatesta (che ha curato anche i validi costumi) ci mostrano un ambiente asettico con una stanza spoglia dal soffitto basso e popolata solamente da un divano verde. Impeccabili le luci di Gigi Saccomandi e i video di Alessandro Papa che creano una raffinata atmosfera, oltre ad amplificare le sfumature interiori dei personaggi che si avvalgono dei calibrati movimenti di scena di Monica Codena.

La fedeltà nell'opera di Pirandello oltre che nel testo, la si coglie nei cinque protagonisti.

Il Conte Romeo Daddi è interpretato da Franco Branciaroli, maestro del teatro italiano. L'attore come sempre mostra di saper dominare la scena con la sua mimica fatta di gesti mirati e soprattutto nell'uso della voce, dove passa dai toni più nasali a quelli più caldi diaframmatici, donando così una perfetta caratterizzazione del personaggio, con un look alla Andy Warhol.

Valentina Violo è Bice, sua moglie. Brava a mettere in risalto tutto il senso d'angoscia che vive con un marito creduto pazzo. Alessandro Albertin interpreta Giorgio Vanzi, un ufficiale di marina. Molto elegante nel portamento e nel calibrare la voce. Splendida Ester Galazzi, sua moglie Ginevra. L’attrice ci offre una grande prova, sempre misurata, coinvolgente e ricca di pathos. Efficace anche Emanuele Fortunati nel breve ruolo del Marchese Nicola Respi.

Generosi applausi per tutto il cast.

Ultimo appuntamento con la prosa dal 15 al 19 aprile con "Il male oscuro" con la regia di Giuseppe Dipasquale, interpretato da Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta.

Marco Sonaglia (Teatro delle Muse-Ancona 9 aprile 2026)