Riprende la stagione di prosa al teatro delle Muse con un classico di William Shakespeare
La tragedia racconta l’ascesa e la caduta del machiavellico duca di Gloucester, emblema del potere spietato. L’opera, scritta nel 1592, chiude la tetralogia minore drammatizzando il passaggio dai Plantageneti ai Tudor. Lo spettacolo è prodotto da Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, la riduzione e l'adattamento sono di Angela Demattè.
Alla regia Andrea Chiodi che ha voluto non soffermarsi sulla deformità, ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce. "Non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati". Una regia asciutta, funzionale, incentrata sulla parola e sullo scavo dei personaggi.
Le scene lineari di Guido Buganza ci mostrano una lunga tavola ovale dove a turno di siedono i vari protagonisti. Dall'alto scende un lampadario a forma di bara che nel finale getterà dei soldatini di plastica per l'ultima battaglia di Riccardo. Le ottime luci di Cesare Agoni ci donano ulteriore drammaticità e le musiche claustrofobiche di Daniele D’Angelo creano un senso di terrore. Bellissimi i costumi di Ilaria Ariemme dalle tinte viola, rubino, borgogna (solamente nero quello di Riccardo), ben curato il trucco e parrucco di Bruna Calvaresi.
Gigantesca l'interpretazione di Maria Paiato, che ci tratteggia benissimo l’usurpatore, il genio cattivo, il tipo di uomo politico crudele, machiavellico e quanto mai infantile. Una performance impegnativa sia fisicamente, visti i continui movimenti in scena tra salti e rannicchiamenti, sia vocalmente, dove l'attrice trova una gamma di toni e di accenti giusti per ogni frase. Tutto è studiato nei minimi dettagli e ne esce un personaggio affascinante, seducente nella sua malignità, ma anche ironico e spaventosamente lucido.
La affiancano Giovanna Di Rauso, un'austera Duchessa di York, Carlotta Viscovo una carismatica e passionale Regina Margherita, Francesca Ciocchetti un'intensa Regina Elisabetta, Ludovica D’Auria una convincente Lady Anna. Molto bene anche il Buckingham di Giovanni Franzoni, Riccardo Bocci (Lord Hastings), Tommaso Cardarelli (Rivers), Igor Horvat (Re Edoardo IV), Emiliano Masala (Clarence). Completavano il cast Cristiano Moioli (Primo assassino, Catesby, ragazzo) e Lorenzo Vio (Secondo assassino, Ratcliffe, principe).
Quasi tre ore di spettacolo salutate da lunghi applausi. Un vero trionfo per la Paiato e per i suoi compagni di scena.
Prossimo appuntamento dal 18 al 22 con l'Otello di William Shakespeare (regia di Giorgio Pasotti).
Marco Sonaglia (Teatro delle Muse-Ancona 25 gennaio 2026)