Recensioni - Teatro

Bergamo: Il classico Riccardo III di Maria Paiato

L’attrice veneta brilla in una produzione purtroppo non memorabile

Arriva a concludere l’intrigante stagione di prosa del Teatro Donizetti di Bergamo Riccardo III di William Shakespeare. Lo spettacolo ha debuttato nell’estate del 2025 al Teatro Romano di Verona. È prodotto dal Centro Teatrale Bresciano, con il Teatro Nazionale di Genova, il Biondo di Palermo e il Teatro di Roma.

Lo spettacolo è incentrato intorno alla protagonista, Maria Paiato, che interpreta un Riccardo III maschile, deforme, di classica e luciferina grandezza. Notevole la prova dell’attrice, decisamente a suo agio nel personaggio, che riporta con magnetica presenza e coinvolgimento completo. La Paiato non ha timore di calcare sulle corde classiche e ne esce vincente. Niente riletture astruse: il suo Riccardo è gobbo, deforme, zoppicante, malvagio e beffardo. Azzecca il giusto rapporto con il pubblico, a cui si rivolge spesso, creando quella complicità fra auditorio e villain profondamente presente nel testo shakespeariano. Non le manca poi l’ironia, lo sguardo disincantato, il cinismo, quel tanto di comico che infrange lo stilema tragico ma, che è sempre presente nel dettato del Bardo.

Purtroppo questa grande interpretazione si inserisce in uno spettacolo che presenta molte ombre e non restituisce la grandezza anche spettacolare di Riccardo III. Andrea Chiodi delinea una regia cupa e statica: un tavolo, qualche sedia, una bara in alto. Le scene sono imbalsamate, le pose ieratiche, il ritmo blando, la drammaturgia imperfetta. Quasi una lettura scenica insomma. Nonostante il concorso di quattro teatri stabili la produzione risulta povera, senza sfarzo e senza idee.

Professionali gli altri attori: Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo.

Maria Paiato svetta in una prova magistrale, è un grande Riccardo III, ma il resto non coinvolge, annoia e si dilunga. Peccato.

Teatro gremito e applausi nel finale.

Raffaello Malesci (Sabato 9 Maggio 2026)