Recensioni - Teatro

Brescia: Il Grande inquisitore nella magia del chiostro del Santa Chiara

Fausto Cabra e Mimosa Campironi in una lettura musicale della celebre pagina di Dostoevskij

L’avvento del Covid 19 ha costretto gli operatori dello spettacolo a reinventare gli spazi in cui operare per poter rispettare le regole di distanziamento e a cercare nuovi luoghi di rappresentazione. Uno di questi è il chiostro del Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri che il Centro Teatrale Bresciano ha trasformato in un accogliente spazio magico, grazie ad un’illuminazione azzeccata che ne esalta le forme ed ha il suo punto di forza In una suggestiva distesa di piccoli led che punteggiano il prato. In questa atmosfera da sogno shakespeariano si è svolta la rassegna D’estate al chiostro, in cui importanti attori sono avvicendati in una serie di letture teatralizzata che si è conclusa con la Leggenda del Grande Inquisitore di Dostoevskij interpretata da Fausto Cabra con l’accompagnamento musicale di Mimosa Campironi.

In realtà più che di accompagnamento si potrebbe parlare di una vera e propria Jam session letterario-musicale, dato che durante tutta la lettura testo e musica si fondono, si intersecano, si rincorrono, si amplificano a vicenda, senza nessun criterio preordinato, poiché, come ha dichiarato Cabra introducendo la serata, nessuno dei due artisti esattamente sa cosa farà l’altro.
Dopo qualche incertezza iniziale, in cui i volumi sonori non sembrano perfettamente equilibrati, a discapito della voce, il gioco ha iniziato a funzionare e questo capolavoro -a sua volta incastonato in un altro capolavoro quale è i Fratelli Karamazov- ha iniziato a riverberare lungo le arcate del chiostro.
È una formula interessante quella proposta dai due artisti, quasi una sorta di melologo moderno, che è riuscito a conquistare il pubblico che, nell’ennesimo sold out della rassegna, ha partecipato ed applaudito con convinzione.