Protagonista e regista Jurij Ferrini
La pièce al teatro Gobetti rimarrà fino al 14 giugno. Jurij Ferrini è Messer Nicia. Già portato in scena a Genova negli anni ’90, quando l’attore era poco più che ragazzo. Ritorna a essere Messer Nicia e ci racconta la complessità che ha la morale dell’uomo. L’eterna tensione che c’è tra la malizia e la virtù; Machiavelli in modo sardonico ci parla ancora. La nostra contemporaneità è machiavellica. Forse oggi, più di ieri, la nostra società è dominata dalla finzione, dall’avidità, dalla sottile e pervadente manipolazione dei media. I potenti soverchiano e dominano i più deboli; poi se sono ignoranti il gioco è più facile.
Messer Nicia, lo sappiamo tutti, vuole a tutti i costi realizzare un suo desiderio. Un figlio. Che cosa fa? Sceglie la scorciatoia. Perfino uccidere lo lascia indifferente. La scenografia racconta di un grande vuoto, attorno a un grande portone e un tavolo. Sì, è proprio il vuoto che avvolge oggetti e personaggi. Gli spazi vuoti sono ambivalenti, sono tutti i luoghi e nessuno, e lo sono insieme. Le palette dei colori virano dal bianco al grigio e al nero. Le carni dei personaggi sono rosa. La cupezza domina, antitesi di una commedia. E si ride, amaramente.
Il portone è una sorta di muro del pianto dove ognuno va a confessare i propri peccati, e diventa un bancomat, è il denaro il centro del sistema dei valori. La Mandragola continua a essere la visione cinica su un’umanità corrotta. Messer Nicia è cornuto e contento, lo sa di essere cornuto, e ci racconta la cecità indotta pur di possedere quello che si vuole. Tutto e tutti sono oggetti. Il figlio è l’appendice, è l’emanazione dell’uno-uomo perché imita l’uno-Dio. Il Dio è immortale, perché allora non deve esserlo l’uomo? E lo fa riproducendosi. Il delirio è la perpetrazione di sé stessi. Il segno da lasciare. L’eternità.
Bellissima la lingua! Un po’ latina maccheronica, un po’ francese volgarizzato, e tanto toscano. Ci fa tanto ridere.
A cura di Edwige Mormile
TST Teatro Gobetti 28 maggio- 14 giugno 2026
La Mandragola
di Niccolò Machiavelli
con Jurij Ferrini
e con (in o. a.) Matteo Alì, Alessandra Frabetti, Raffaele Musella, Federica Quartana, Michele Schiano Di Cola, Angelo Tronca
regia Jurij Ferrini
consulenza scene e costumi Anna Varaldo
luci Antonio Merola
assistente regia Carla Carucci
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale