Recensioni - Teatro

Macerata: Racconti disumani

Al Lauro Rossi di Macerata arriva lo spettacolo Racconti disumani, tratto da due opere di Franz Kafka

"Una relazione per un’Accademia" è stato pubblicato la prima volta nel 1917, protagonista una scimmia che racconta come, in cinque anni, si adegua al sistema umano per uscire dalla gabbia nella quale l’hanno rinchiusa dopo la cattura e guadagnare un fac-simile di libertà. La narrazione in prima persona, divertita e distaccata, ripercorre lo studio delle abitudini degli uomini che con sorprendente facilità possono essere imitate e replicate.

"La tana" è uno degli ultimi racconti dell’autore boemo, scritto durante la sua permanenza a Berlino nel 1923 e pubblicato postumo e incompiuto per la prima volta nel 1931. Racconta del continuo, disperato sforzo intrapreso dal protagonista, per metà roditore e per metà architetto, di costruirsi un’abitazione perfetta, un elaborato sistema di cunicoli costruiti nel corso di un’intera vita, per potersi proteggere da nemici invisibili. E, nel tentativo di lasciare tutto fuori, costruisce passaggi e corridoi e nuovi tunnel che portano al niente dei vicoli ciechi, una ricerca della sicurezza ossessiva che genera solo ansia e terrore.

La regia e le scene dello spettacolo sono di Alessandro Gassmann, l'adattamento di Emanuele Maria Basso.

Gassmann costruisce uno spettacolo ben congeniato, cupo, quasi ossessivo, che valorizza il testo e l'attore, con i titoli di testa e di coda, proprio come in un film. Interessante il gioco di ombre che vengono riflesse sullo schermo e sulle pareti del palcoscenico, i suoni della natura, della giungla, l'incessante pioggia in un'atmosfera veramente suggestiva e affascinante. Le scene sono accurate, sottolineate dalle potenti videografie di Marco Schiavoni, dall'efficace light designer di Marco Palmieri, dal sound designer di Massimiliano Tettoni e dalle ottime musiche di Pivio e Aldo De Scalzi. Pregevoli i costumi di Mariano Tufano e il trucco di Serena De Pascali.

Quello che colpisce di più è la straordinaria interpretazione di Giorgio Pasotti. L'attore da solo in scena per più di un'ora sostiene una parte impegnativa sia mentalmente, che fisicamente. Nel primo racconto tratteggia la scimmia sottolineando l'attitudine animalesca con movimenti goffi (ma anche abilità nel saltare sullo sgabello) voce roca, vestito con abito da gangster e un microfono da crooner. Emerge tutta l'umanità di chi si sente in gabbia e cerca un contatto con l'umanità.

Nel secondo racconto è un uomo-talpa che assomiglia all'aviatore del piccolo principe. Anche qui bravissimo a dosare la voce con accento veneto, a spostarsi freneticamente, a riflettere sulle scelte con saggezza e ironia.

C'è tutto il Kafka surreale e simbolico, che riesce a sondare le inquietudini dell’animo umano, a smascherare la superficialità degli stereotipi, che spesso diventano rifugio sicuro per le nostre paure più profonde.

Teatro sold out e lunghissimi applausi per Pasotti, che ha dimostrato di essere un attore completo, preparato, sicuro e trascinante.

Marco Sonaglia (Teatro Lauro Rossi-Macerata 3 dicembre 2025)