Recensioni - Teatro

Mistero Buffo a Torino

Grande prova d'attore di Matthias Martelli 

La critica al potere e le denunce sociali dominano la scena. Il mezzo sono i Vangeli apocrifi o medievali che entrano sul palco prepotentemente e strizzano l’occhio all’attualità, e alla tragedia palestinese.

Il linguaggio esplode sulla scena in uno slang tra l’inventato e il reale: si ride, tanto; si riflette, molto, e la satira la fa da padrona.

L’incontro immaginario tra Bonifacio VIII, papa corrotto e arrogante, e Gesù Cristo. Il primo vestito di broccato e ricoperto d’oro e il secondo di stracci e l’unico monile è la corona di spine.

Le nozze di Cana, un inno alla vita e all’esaltazione del presente; Gesù Cristo, ubriaco, salta sul tavolo e sprona a godersi l’esistenza adesso e non dopo la morte.

E infine, il primo miracolo di Gesù bambino, ripetutamente chiamato il Palestina e vessato con violenze dal figlio del padrone. Gesù reagisce e usa i suoi poteri per ristabilire ordine e giustizia, lo fulmina e lo riduce in polvere. Lui ci riesce perché è il figlio di Dio, ma che bello sarebbe, se tutti i bambini avessero poteri divini per svelare aggressori e assassini.

Maria intercede e Gesù lo resuscita, poi gli dà un calcio nel fondo schiena (da cui il noto osso sacro) e infine si rivolge alla folla a monito: prima o poi ai prepotenti arriverà un calcio a vendetta dei loro soprusi.

Nell’epoca dei social, della velocità, dell’assenza del pensiero, Mistero buffo stimola l’immaginazione; l’attore è nudo, uno e tanti e lo spettatore è costretto a concentrarsi per seguire la rappresentazione.

Un meraviglioso Matthias Martelli porta sulla scena Dario Fo e Eugenio Allegri, lo fa con leggerezza e con riverenza verso due giganti del teatro mondiale.

Bellissimo e standing ovation.

A cura di Edwige Mormile

 

 

TST Torino teatro Carignano

5- 8 marzo ’26

Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame

regia Eugenio Allegri

con Matthias Martelli
regia Eugenio Allegri
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Lo spettacolo è inserito nelle Celebrazioni per i Cento anni di Dario Fo, promosse dalla Fondazione Fo Rame.