Recensioni - Teatro

Torino: Orsini e Branciaroli a duello

I due mattatori in un testo di Nathalie Sarraute

Potremmo definire questa commedia "il valore delle parole e sulle loro insidie": due amici,Franco Branciaroli e Umberto Orsini,compagni d'infanzia,dopo molto tempo s'incontrano ed incominciano ad interrogarsi sul loro,sembra,immotivato allontanamento: in una crescente tenzone,il duello linguistico con cui si sfidano diventa man mano tesissimo: si allontanano,si ritrovano,si rinfacciano avvenimenti...per "un non niente"...per un "nulla":l'intonazione della voce, i puntini di sospensione,la pausa tra il detto e il non detto cambia,inevitabilmente, il loro rapporto: provoca ferite,lacerazioni profonde.

Protagonista indubitabile della commedia è la sfida verbale, le parole, il linguaggio: tratto da una pièce teatrale,Pour un oui ou pour un non,di Nathalie Sarraute,tradotto e magistralmente diretto da Pier Luigi Pizzi, riflette fedelmente lo spirito del testo.

Nathalie Sarraute pioniera dello sperimentalismo, la cosiddetta école de regard, studia la "sotto conversazione", i misteri dell'incomunicabilità umana, l'ossessione di tentare di chiarire,di capire...ed è proprio il "ah,è...così"pronunciato anni prima fra i due amici che ha creato il baratro,o meglio, la pausa, la durata, di quei tre puntini di sospensione sono stati fatali.

Precipitano,i due protagonisti, in un crescente continuo, in una vertigine, affiorano,a volte,fugaci abbracci e tenere carezze...vergognose,timide, sopraffatte velocemente da ambiguità reciproche, ripicche,silenzi.

Quanto sono importanti le parole?Quanto sarebbe importante il silenzio?Forse meglio non indagare,non parlare?

La parola genera tranello,controversia,specialmente se non esatta!

Ed è così che la "degnazione"che reciprocamente provano mette a nudo il sentimento di inferiorità, facendoci riflettere che è sempre un conflitto personale che regola i rapporti fra individui.Solo due "mostri sacri"come Franco Branciaroli e Umberto Orsini potevano affrontare una sfida linguistica e psicologica di questo genere, commedia di nicchia, come la coppia di artisti la definisce, si dicono stupiti dal grande successo ottenuto: bellissimo spettacolo di grandissima attualità in un mondo ormai di rapporti virtuali.

La commedia rispetta l'unità di luogo: un'ora e dieci minuti in uno studio-biblioteca colmo di libri, tutti bianchi...come "bianco" e senza connotazione si sente l'amico offeso (Umberto Orsini).

Il sì di Branciaroli e il no di Orsini,la parola "degnazione",scenograficamente scritta alla lavagna,separeranno fino alla fine i due "vecchi"amici.

Il linguaggio non è solo un mezzo di comunicazione ma un'arma potente, è questo il messaggio che sembrano suggerirci: una risposta apparentemente banale attraverso il modo in cui viene pronunciata si trasforma in disprezzo,in insulto...

"...senza parole, non c'è niente.Le parole sono la sensazione stessa che nasce,che ci mette in moto." Così ci racconta Nathalie Serraute.

La regia di Pier Luigi Pizzi rielabora lo scritto pensato per personaggi di 45-50 anni e lo riadatta ad un'età più tarda, proprio in una visione tanto cara all'autrice, la prospettiva a ritroso, il continuo confronto,la distanza del tempo che acuisce una riflessione sulla memoria, come se la vecchiaia rendesse più perverso il duello verbale. Quindi? Quindi "niente" rimane un "nulla",proprio come la Serraute aveva suggerito:la missione di esprimere l'inesprimibile.

Voci flavio Frangucci e Chiara Degani

Assistente alla regia Lorenzo Maria Mazzoletti

Luci Carlo Pediani

Suono Alessandro Saviozzo

Compagnia Orsini e teatro de gli Incamminati in collaborazione con centro teatrale bresciano

Teatro Carignano 

Edwige Mormile