Interessante proposta di un testo chiave e quasi mai rappresentato del preromanticismo tedesco. Un allestimento site specific per un’opera che ha come protagonista Genova stessa. La regia affidata ad un figlio d'arte Carlo Sciaccaluga. Già esauriti i biglietti.
Balli in maschera e duelli, grandi passioni, rivolte e tradimenti. E soprattutto Genova con la sua grandezza e il suo spirito di indipendenza. C’è tutto questo nella nuova produzione del Teatro Nazionale di Genova che, nell’ambito dei festeggiamenti per i 70 anni di storia dalla fondazione del Teatro Stabile, presenta in prima nazionale LA CONGIURA DEL FIESCO A GENOVA di Friedrich Schiller in Piazza San Lorenzo dal 19 giugno al 4 luglio 2021. Uno straordinario allestimento site specific con la regia di Carlo Sciaccaluga (che firma anche una nuova traduzione del testo) per l’opera del grande drammaturgo tedesco, ispirata a una vicenda storica realmente accaduta quasi cinquecento anni fa nella Repubblica di Genova. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria e vede Iren come sponsor principale.
La risposta dei genovesi è stata immediata: i posti a disposizione sono andati esauriti in un lampo, dalla prima all’ultima replica, tant’è che è stato già previsto un nuovo allestimento dello spettacolo nell’ambito della prossima stagione.
La vicenda narrata da Friedrich Schiller, basandosi su precise fonti storiche, si apre all’alba dell’anno 1547. Andrea Doria ha ottant'anni; nonostante non mantenga nessuna carica ufficiale, domina incontrastato la scena politica genovese. Il nipote Giannettino aspetta con ansia il proprio momento: vorrebbe rovesciare la Repubblica, farsi Duca di Genova e governare da solo. Le speranze degli oppositori - preoccupati che un’unica famiglia accentri il potere e che le antiche libertà della Repubblica siano a rischio - sono riposte in una sola persona, il giovane Conte di Lavagna, Gianluigi Fieschi, che nella notte tra il 2 e il 3 gennaio metterà in atto una sanguinosa congiura.
Nel 1783, quando Schiller scrisse La congiura del Fiesco a Genova, la città era ancora una repubblica, l’unica insieme a Venezia a essere rimasta politicamente indipendente sin dal Medioevo, resistendo a re e imperatori. Un fatto che certamente colpiva la sensibilità del ventiquattrenne autore, esponente dello Sturm und Drang: al centro della sua versione, peraltro in gran parte aderente ai fatti realmente accaduti, troviamo il conflitto tra potere e libertà e un eroe combattuto tra le rivendicazioni democratiche e la propria ambizione.
Carlo Sciaccaluga, 34 anni, figlio d’arte, già assistente di registi come Matthias Langhoff, Gabriele Lavia e Franco Branciaroli, una quindicina di regie proprie all’attivo (tra cui i recenti Una mano mozzata a Spokane e Fly Me to The Moon), del testo di Friedrich Schiller sottolinea il conflitto tra sfera individuale e pubblica e la natura ambigua del potere, tema complesso e di grande attualità. «È importante raccontare una storia che parla di oggi, di ieri, di domani. Di come la nostra sfera privata ed emotiva venga travolta dai grandi eventi collettivi. Degli scontri feroci di una comunità in nome del bene comune. Del rapporto tra l'individuo e la società in cui vive» commenta. «La congiura del Fiesco è lo specchio della nostra città, della sua grandezza silenziosa, del divampare nascosto dei suoi sentimenti».
La produzione del Teatro Nazionale di Genova si configura come un grande allestimento, che coinvolge oltre 25 maestranze tecnico-artistiche e un cast composto da 12 attori, selezionati attraverso una call e in parte formatisi alla Scuola di Recitazione del Teatro - Simone Toni, Aldo Ottobrino, Barbara Giordano, Roberto Serpi, Irene Villa, Andrea Nicolini, Francesco Sferrazza Papa, Silvia Biancalana, Maurizio Bousso, Marco Grossi, Melania Genna, Chiara Vitiello - per riportare in vita i personaggi immortalati nella storia e nella toponomastica della nostra città. Uno spettacolo corale, che si apre con una danza rinascimentale (le musiche originali sono di Andrea Nicolini) per poi incalzare lo spettatore con avvincenti scene d’azione.
La scenografia ideata da Anna Varaldo, caratterizzata da una lunga passerella metallica che permette agli attori una recitazione a 360 gradi, dialoga con le diverse architetture di Piazza San Lorenzo. La facciata della cattedrale si animerà di video proiezioni (curate da Davide Riccardi): immagini che si rifanno ai quadri di Bosch per dare corpo ai demoni dei personaggi. Le luci di Aldo Mantovani contribuiranno a regalare agli spettatori una prospettiva inedita della piazza.
I costumi, firmati dalla stessa Varaldo e creati a partire dallo studio della ritrattistica cinquecentesca italiana, con qualche commistione contemporanea, sono stati interamente realizzati dalla sartoria del Teatro con una straordinaria cura al dettaglio.
PRIMA NAZIONALE
19 giugno – 4 luglio 2021 ore 21.30 | Genova Piazza San Lorenzo
La congiura del Fiesco a Genova
di Friedrich Schiller | versione italiana e regia Carlo Sciaccaluga
con Simone Toni, Aldo Ottobrino, Barbara Giordano, Roberto Serpi, Irene Villa, Andrea Nicolini, Francesco Sferrazza Papa, Silvia Biancalana, Maurizio Bousso, Marco Grossi, Melania Genna, Chiara Vitiello
scene e costumi Anna Varaldo | musiche Andrea Nicolini
disegno luci Aldo Mantovani | video Davide Riccardi
produzione Teatro Nazionale di Genova