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Brescia: 1984 di George Orwell al Teatro Sociale

La straordinaria intuizione di Orwell portata in scena dal pluripremiato regista britannico Matthew Lenton.

Uno spettacolo provocatorio e inquietante, che chiama lo spettatore a prendere una posizione attiva. 1984 di George Orwell nell’adattamento e traduzione di Matthew Lenton – che cura anche la regia – e Martina Folena sarà al Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20) da mercoledì 13 a domenica 17 novembre (ore 20.30; domenica ore 15.30) per la Stagione 2019-2020 del Centro Teatrale Bresciano “A riveder le stelle”, realizzata grazie al sostegno di Gruppo A2A di Brescia, Fondazione ASM e Fondazione della Comunità Bresciana Onlus.

Il pluripremiato regista britannico Matthew Lenton – direttore artistico e fondatore della compagnia Vanishing Point con sede a Glasgow, già insegnante presso il Royal Conservatoire of Scotland e primo regista britannico ad aver lavorato all’Ecole des Maitres presso il CSS di Udine – e un cast di attori italiani composto da Antonietta Bello, Luca Carboni, Nicole Guerzoni, Stefano Agostino Moretti, Pio Stellaccio, Antonio Tintis, Giuliana Vigogna a confronto con il celebre romanzo di Orwell. Un’opera che colpisce per la sorprendente attualità della tematica che indaga le forme di controllo sul pensiero attraverso i mezzi di comunicazione.

Al centro del capolavoro di Orwell è la vicenda di un funzionario di partito, Winston Smith, impiegato al Ministero della Verità dello stato Oceania. Winston ogni giorno rettifica libri e quotidiani non in linea con la politica ufficiale, modificando la storia e inverando così l'infallibilità del Grande Fratello, l’invisibile leader del paese. In Oceania infatti qualsiasi opinione, gesto o sentimento è strettamente controllato e indirizzato, grazie a teleschermi-spia e a una sistematica riduzione del linguaggio. Winston però in segreto tiene un proprio diario, attività severamente vietata: ogni mattina appunta il ricordo di ciò che nel mondo realmente accade...

A partire da un’indagine sulle diverse forme di controllo del pensiero attraverso i mezzi di comunicazione di massa, Matthew Lenton mette in luce quanto Orwell parli al nostro presente: in un mondo costantemente sorvegliato, quanto è improbabile che le autorità arrivino a controllarci del tutto? È possibile che l’utilizzo massivo di mezzi multimediali e la sostituzione progressiva della vita reale con la vita virtuale sui social network sia oggi il nostro 1984?

Al centro dello spettacolo, i rischi di un approccio binario al mondo - come quello indotto dai social media - che è già realtà storica e che ha mandato in crisi la società liberaldemocratica, ponendoci di fronte al pericolo concreto di un mutamento delle forme di organizzazione del pensiero in chiave semplificata e brutale.

Durata dello spettacolo: 2 ore senza intervallo

 

 1984

di George Orwell

adattamento e traduzione Matthew Lenton e Martina Folena

regia Matthew Lenton

con Antonietta Bello, Luca Carboni, Nicole Guerzoni,

Stefano Agostino Moretti, Pio Stellaccio,

Antonio Tintis, Giuliana Vigogna

scene Guia Buzzi

costumi Gianluca Sbicca

luci Orlando Bolognesi

composizione musicale e disegno sonoro Mark Melville

video Riccardo Frati

produzione

Emilia Romagna Teatro Fondazione,

CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

 

UN PERCORSO D'INSIEME DAL MONDO DI 1984

di Martina Folena

Questo spettacolo ha molti autori: in primis George Orwell, straordinario profeta, il cui unico errore sta proprio in quella data posta a titolo del suo romanzo più famoso – Orwell non poteva sapere che le sue previsioni non si sarebbero avverate negli anni ottanta, bensì pochi decenni più avanti, consacrando definitivamente 1984 tra i romanzi distopici che più spaventosamente hanno saputo riflettere il futuro prossimo. Il mondo di Orwell, disegnato con disarmante lucidità e precisione, risulta doppiamente affascinante e rischioso per chi si prepara a raccontarlo. I dettagli dell'universo distopico e la sottile caratterizzazione dei personaggi si dipanano per oltre trecento pagine, creando l'effetto di una minuziosa fotografia di un mondo possibile. Come consegnare questo stesso mondo a un pubblico eterogeneo in sole due ore di spettacolo? È stato necessario un lavoro preliminare di analisi e preparazione dei contenuti da sottoporre agli attori in sede di prova, estrapolando dialoghi significativi e brani di prosa su cui sperimentare. Nei mesi precedenti l'avvio dei lavori a Modena, molto era già iniziato: una ricerca dentro al testo, consapevoli che si sarebbe dovuto sacrificare qualcosa nell'economia del racconto e che ciò che sarebbe stato scelto di conservare avrebbe creato il nostro punto di vista sulla storia. Così il percorso con cui raccontare questa vicenda non è stato tracciato a priori, come può accadere talvolta con un testo teatrale dalla struttura già rigida. Il materiale letterario si è prestato ad adattamenti e trasformazioni e in questo processo è stato fondamentale il contributo degli attori, co-autori di una drammaturgia che è andata delineandosi progressivamente durante le prove. Chiamati a sperimentare e a confrontarsi in scena con il testo, reso flessibile nei confini della trama, gli attori stessi hanno indicato la strada a regista e dramaturg, il cui compito è stato quello di cucire insieme i tanti pezzi del racconto dando coerenza alla narrazione finale. Insieme agli attori abbiamo dunque sviscerato questo mondo, partendo senza un testo drammaturgico prestabilito ma con tanti episodi del romanzo da calibrare e collegare con un linguaggio ancora da scoprire. Durante le quattro settimane di prova la struttura narrativa si è trasformata, alcune scelte che avevamo compiuto in fase preliminare si sono rivelate inadeguate e talvolta abbiamo recuperato scene scartate; il materiale orwelliano si è rivelato malleabile e adatto a questo procedere, purché si restasse fedeli ai principi del suo mondo. Una vera avventura questa, per una compagnia che ha condiviso obiettivi e desideri, pur non condividendo la lingua: la distanza tra l'inglese e l'italiano non è stata un problema, ma nemmeno qualcosa da sottovalutare. È stato necessario, talvolta, scendere a compromessi tra le delicate sfumature del linguaggio, non sempre traducibili, concedendosi qualche licenzia poetica e cercando di restare fedeli al significato profondo piuttosto che a quello letterale. Il risultato è un testo più leggero rispetto alla traduzione romanzesca, pensato non per essere letto ma per essere agito, al servizio sempre della storia e della sua dinamica. Abbiamo iniziato questo percorso senza avere una chiara idea di quale sarebbe stata la sua forma finita. Lo abbiamo costruito insieme, pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno, celebrando la creazione collettiva e l'estrema potenza generatrice del linguaggio: quella stessa forza di cui Orwell mostra il lato oscuro, consegnandola nelle mani di un Partito in grado di usarla per manipolare le menti e le memorie

 

Biglietti

intero

platea 27 €

galleria centrale 19 €

galleria laterale 13 €

 

Acquisto presso

TEATRO SOCIALE

Via Felice Cavallotti, 20 - Brescia

Tel. +39 030 2808600

Orari botteghino

- da martedì a sabato dalle 16.00 alle 19.00;

- domenica dalle 15.30 alle 18.00 e da 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo