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Franco Branciaroli è Falstaff e Massimo De Francovich il suo servo nello spettacolo inaugurale della stagione 2019/20 del Centro Teatrale Bresciano

Falstaff e il suo Servo, Di Nicola Fano e Antonio Calenda, in scena da martedì 22 ottobre al 3 novembre al Teatro Sociale di Brescia.

 

Scritto da Nicola Fano e Antonio Calenda, che cura la regia, Falstaff e il suo Servo vedrà il debutto nazionale martedì 22 ottobre 2019 e sarà in scena fino a domenica 3 novembre 2019 (tutti i giorni alle ore 20.30; domenica ore 15.30) al Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20). La produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro de Gli Incamminati e Teatro Stabile d’Abruzzo, porta in scena accanto a Franco Branciaroli e Massimo De Francovich – rispettivamente nei ruoli di Falstaff e del Servo un eccellente cast composto da Valentina Violo (Madame Page, Prostituta), Valentina D’Andrea (Madame Ford, Ostessa), Alessio Esposito (Sir Page, Bardolph), Matteo Baronchelli (Sir Ford, Francis); le scene e costumi sono di Laura Giannisi, le luci di Cesare Agoni, le musiche di Germano Mazzocchetti, i movimenti scenici di Jacqueline Bulnés. Lo spettacolo è inserito nella Stagione teatrale 2019.2020, realizzata grazie al sostegno di Gruppo A2A di Brescia, Fondazione ASM, Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità Bresciana Onlus.

Un personaggio unico e attualissimo”, così Nicola Fano e Antonio Calenda definiscono l’eroe tragicomico Falstaff, alter ego di ogni grande protagonista del teatro di Shakespeare: egli racchiude in sé il vitalismo “dell’uomo iperconnesso, che – nelle parole di Fano e Calenda – vive contemporaneamente mille vite (vere o virtuali) pur di dimostrare a se stesso che esiste”. Motore di vicende rocambolesche, divoratore della vita, del panciuto personaggio Falstaff e il suo Servo evoca tutte le avventure, grazie a una trama che si costituisce delle parti dei quattro testi che Shakespeare dedicò a questa figura: le due parti di Enrico IV, Enrico V e, naturalmente, Le allegre comari di Windsor.

In un compendio delle beffe subìte nel corso delle sue avventure, lo spettacolo ripercorre gli ultimi giorni di vita di Falstaff fino all’epilogo drammatico: la rottura con l’amico/allievo di sempre Enrico e l’abbandono in solitudine, lontano da quella guerra di Agincourt dove tutti gli altri – non lui – conquisteranno gloria eterna. Un teatro nel teatro nel quale il Servo assume il ruolo di regista demiurgo e Falstaff quello di eroe tragicomico, biglia impazzita nel gioco dell’esistenza. In questa cavalcata nella propria vita, Falstaff avrà accanto i sodali che Shakespeare gli aveva assegnato: le comari di Windsor, l’Ostessa, ma anche i compagni di bevute Bardolph e Francis. Saranno proprio loro a issarlo su un grande cavallo dal quale egli cadrà definitivamente nella polvere, assecondando il piano terribile del Servo che, grazie a lui, cercherà di trasformarsi definitivamente in un padrone.