Dal 21 al 29 novembre il festival ideato da Raffaele Pe e La Lira di Orfeo riunisce musicisti, filosofi e scienziati attorno al mito di Orfeo
Di Elide Bergamaschi
La voce come strumento di espressione, conoscenza e relazione è il filo conduttore di Orfeo Week 2026, che torna a Lodi dal 21 al 29 novembre con un programma che attraversa musica, teatro, letteratura e scienza. Ideato dal controtenore Raffaele Pe e dall’ensemble La Lira di Orfeo, il festival rinnova la propria vocazione multidisciplinare, trasformando il mito di Orfeo in un punto d’incontro tra arti e saperi.
Il calendario si apre sabato 21 novembre al Teatro alle Vigne con Arnoldo Mosca Mondadori e l’Orchestra del Mare, un appuntamento che unisce musica e testimonianza attorno al progetto nato nel laboratorio di liuteria del carcere di Milano-Opera, dove il legno delle barche dei migranti di Lampedusa è stato trasformato in strumenti musicali. Domenica 22, la poesia di Franco Arminio incontra il pianoforte di Gloria Campaner in I dialoghi della gioia, mentre lunedì 23 il filosofo Vito Mancuso propone una riflessione sulla dimensione spirituale e sulla ricerca della gioia interiore.
La musica torna protagonista giovedì 26 novembre con Raphael Gualazzi, ospite di un incontro che ripercorre la sua carriera attraverso racconti ed esecuzioni dal vivo. Venerdì 27 il festival accoglie Rai Radio 3 con Voci in Barcaccia, condotto da Enrico Stinchelli, per un appuntamento dedicato alle figure femminili del melodramma e al tema della violenza contro le donne, con la partecipazione dell’attrice Marina Rocco, del compositore Francesco Filidei e di Raffaele Pe. Sabato 28, la voce di Maddalena Crippa e il canto di Raffaele Pe, accompagnati da La Lira di Orfeo, danno vita a Lumen lunae, melologo in quattro quadri dedicato all’imperatore Adriano. Domenica 29, infine, Raffaele Pe e Saturnino, con l’elettronica di Renzo Vitale, chiudono il festival con Barocco e altre storie…, un percorso musicale che mette in dialogo Monteverdi e Purcell con repertori più recenti, da Alec Wilder a George Harrison.
Accanto agli spettacoli, Orfeo Week dedica ampio spazio alle attività formative e al coinvolgimento delle nuove generazioni. Il programma comprende l’Open Day delle Voci, con Bruno Stori e La Lira di Orfeo, un incontro pensato per avvicinare i più piccoli al canto e alla musica barocca attraverso il racconto e l’ascolto diretto. Gli studenti potranno inoltre partecipare ai laboratori Deep Listening di Dina Nerino, dedicati alla percezione sonora e all’ascolto consapevole, e alla Palestra delle emozioni di Gloria Campaner, un percorso per imparare a riconoscere e gestire l’emotività attraverso il corpo, la musica e l’espressione. Il rapporto tra suono e conoscenza scientifica sarà invece al centro di una puntata dal vivo di Radio 3 Scienza, dedicata alla storia del suono con il conduttore Marco Motta e il fisico Marco Sozzi.
Gli appuntamenti si distribuiscono tra il Teatro alle Vigne e altri spazi cittadini, coinvolgendo pubblici diversi e confermando l’identità di un festival che non si limita alla proposta concertistica, ma esplora la voce come esperienza artistica, umana e culturale. Orfeo Week 2026 si configura così come un percorso in cui la tradizione barocca dialoga con il presente, la parola incontra la musica e l’ascolto diventa occasione di scoperta e partecipazione.