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Padova: si riparte con una stagione estiva

Dal 23 luglio al 10 settembre la Stagione Estiva dello Stabile del Veneto anima il palcoscenico del Teatro Verdi per più di 30 serate con 20 titoli in cartellone

3 appuntamenti al Castello Carrarese con Ottavia Piccolo, Paolo Rossi e Stivalaccio Teatro

Ha il sapore dolce del primo gelato dopo un lungo inverno la Stagione Estiva del Teatro Stabile del Veneto, che al Teatro Verdi di Padova riporta finalmente pubblico in sala per tornare ad assaporare “Tutti i gusti del teatro”. A partire dal 23 luglio fino al 10 settembre, venti titoli per oltre trenta serate di spettacoli, letture sceniche, film e gare di poesia, animano il cartellone del teatro padovano con tre appuntamenti in scena anche al Castello Carrarese.

Dopo mesi di chiusura, la Stagione Estiva segna il ritorno dello spettacolo dal vivo nella storica sala, che apre finalmente al pubblico nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, dalla sanificazione al distanziamento dei posti, all’obbligo di mascherina. Un programma pensato all’insegna della pluralità che spazia dai grandi classici alla nuova drammaturgia, dal teatro di narrazione alla commedia dell’arte, attraverso temi che parlano sempre e comunque al nostro tempo.

Il Teatro Stabile del Veneto al Castello Festival

Giovedì 23 luglio sarà Ottavia Piccolo a inaugurare a Padova il cartellone a estivo dello Stabile del Veneto con lo spettacolo Donna non rieducabile in programma al Castello Festival: un viaggio attraverso scritti autobiografici e articoli della giornalista russa Anna Politkovskaja il cui adattamento teatrale è stato curato da Stefano Massini. Il Castello Carrarese farà da cornice poi anche al debutto in prima regionale di Paolo Rossi con Pane o libertà. Su la testa (4 agosto), una co-produzione dello Stabile del Veneto con lo Stabile di Bolzano in cui stand up comedy, commedia dell’arte e commedia greca si mescolano in un solo spettacolo dando voce alle storie di maestri come Jannacci, Gaber, De Andrè, Fo, e allo spettacolo Don Chisciotte. Tragicommedia dell’arte di Stivalaccio Teatro (6 agosto).

Il cartellone del Teatro Verdi

Segna, invece, il ritorno a teatro la conferenza-spettacolo Ri/partire. L’Italia dopo il coronavirus con il sociologo Stefano Allievi (24>25 luglio), un’occasione di riflessione sul nostro Paese e sulle sue debolezze strutturali. Seguirà poi la presentazione in anteprima dello spettacolo Oscillazioni con Matteo Cremon (27>28 luglio), co-prodotto insieme a La Piccionaia- Centro di Produzione Teatrale e nato nel corso della residenza artistica WeArt3 del Teatro Comunale di Vicenza 2020 a partire da un testo di Vitaliano Trevisan, attore che sarà al Verdi anche con Il mondo e i pantaloni (3>4 agosto) insieme a Giorgio Sangati e Angelica Leo. Di anteprima si tratta anche per Cèa Venessia. Odissea nostrana dal NordEst all’Australia (5>6 agosto), una nuova co-produzione dello Stabile del Veneto con Stivalaccio Teatro e OperaEstate Festival Veneto, che porta in scena la storia della prima colonia fondata da un insediamento di migranti veneti e friulani in Australia, con Stefano Rota e per la regia di Marco Zoppello.

 

L’estate diventa anche un’occasione per sperimentare: sono cinque gli spettacoli presentati in forma di studio sul palcoscenico del Verdi, tra cui l’omaggio a Franca Valeri con l’attrice padovana Lucia Schierano che in un dialogo immaginario con la grande artista dà vita a Franca, come te solo la Valeri (31 luglio>1 agosto), La fatica d’essere spettatore di Pierre Notte con Fabio Sartor (27>28 agosto), Tutta la vita della compagnia padovana Amor Vacui (31 agosto>1 settembre), che sarà in scena anche con lo spettacolo Intimità (29>30 luglio), L’uomo che ride (4>5 settembre) con Michele Maccagno e ‘Ndrangheta di Teatro Bresci con Giacomo Rossetto (7>8 settembre).

Tra gli ospiti sul palco non mancano grandi nomi della scena veneta e nazionale come Andrea Pennacchi con Eroi (29 agosto), un racconto dell’Iliade in cui il narratore, accompagnato dalle musiche di Giorgio Gobbo e Sergio Marchesini, mescola Bush e Agamennone, Omero e Kill Bill, maestri di judo ed eroi della mitologia, ma anche Tiziano Scarpa, il cui testo Groppi d’amore nella scuraglia è portato sulla scena da Silvio Barbiero (3 settembre), Valerio Mazzucato e Laura Cavinato che danno vita alle parole di Meneghello con Pomo pero, dime ‘l vero (24>25 agosto) e il padovano Loris Contarini con Binario Vivo.

 

Dopo il grande successo di Zoom Poetry Slam, primo torneo virtuale organizzato dallo Stabile del Veneto durante il lockdown che ha trasformato in arena la nota piattaforma di video call, la poesia performativa degli slam occupa per la prima volta il palcoscenico del Verdi per una sfida a colpi di versi che animerà tre serate alla fine di agosto (girone A: 26 agosto; girone B: 2 settembre; finale: 9 settembre).

A chiudere il programma (10 settembre), infine, sarà un appuntamento d’eccezione con il film Diario di primavera, diretto da Stefano Cordella con gli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza: il progetto, nato come una rilettura contemporanea della tragedia tedesca Risveglio di primavera di Wedekind e iniziato a dicembre 2019 come produzione teatrale, ha cambiato veste in corso d’opera a causa dell’emergenza sanitaria e, per consentire agli allievi della Scuola di conseguire il diploma, è stato trasformato in un lungometraggio.