Da giovedì 9 a domenica 12 gennaio, al Teatro Sociale di Trento
Dopo il successo di “Delitto e castigo”, la coppia Luigi Lo Cascio - Sergio Rubini torna a immergersi in un altro grande capolavoro della letteratura mondiale. Da giovedì 9 a domenica 12 gennaio, (inizio alle ore 20.30, ad eccezione dello spettacolo domenicale previsto alle ore 16.00) all’interno della Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara, il Teatro Sociale di Trento ospiterà “DRACULA”, spettacolo tratto dal celebre racconto di Bram Stoker, prodotto da Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, e diretto da Sergio Rubini, che ne ha curato anche l’adattamento insieme a Carla Cavalluzzi. Sul palco, a far coppia con il noto attore e regista pugliese, salirà un altro volto conosciuto del cinema e del teatro come Luigi Lo Cascio. A completare il cast di interpreti ci saranno Lorenzo Lavia, Roberto Salemi, Geno Diana e Alice Bertini.
Nato dopo ben sette anni di ricerca sul folklore dell’Est Europa e pubblicato nel 1897, “Dracula” di Bram Stoker è oggi il romanzo simbolo del gotico letterario. L’appassionante storia del principe delle tenebre prende il via dall’insolita avventura del giovane avvocato londinese Jonathan Harker, inviato in Transilvania per curare l’acquisto di una casa nella capitale britannica da parte di un nobile locale, il Conte Dracula. Ma il viaggio di lavoro precipiterà presto in un abisso di morte, un incubo di violenza e di antiche maledizioni ricostruito nel romanzo attraverso lettere, diari, ritagli di stampa e giornali di bordo. La narrazione, frammentata per “quadri” e “apparizioni”, rivive sulla scena in un gioco di sottrazione e buio, e permette così a ogni personaggio e a ogni spettatore di leggere e interpretare la propria versione della verità.
La trasposizione scenica del romanzo è per Lo Cascio e Rubini anche l’occasione per affrontare un viaggio nell’interiorità dell’essere umano, abbracciando un punto di vista psicanalitico che anticipa Sigmund Freud e le sue teorie, pubblicate appena due anni dopo l’opera di Stoker. Il Conte Dracula può essere visto come “un mostro che si cela in ognuno di noi”, tangibile rappresentazione della parte oscura che abita ogni essere umano. Tra Romanticismo e misticismo, tra innovazione tecnologica e ricerche sul paranormale, il mito antico di un mostro immortale affiora nelle coscienze come elemento perturbante in grado di generare orrore e caos, ma anche di affascinare. Tra lampi e ululati che si perdono nella foschia della Transilvania, la figura del vampiro emerge lentamente, seducendo gli altri personaggi e l’intero pubblico con la forza della paura.