Stagione Elisir – Teatro Stabile di Torino 2026/2027
L’elisir ha nella tradizione alchemica due proprietà distinte. La prima è la più nota: prolunga la vita, o addirittura la rende immortale – è l’«elisir di lunga vita» che generazioni di alchimisti hanno cercato senza trovare, e che la storia ha consegnato al mito. La seconda è meno celebre ma non meno ambiziosa: l’elisir è anche la sostanza capace di trasmutare i metalli vili in oro, di operare la trasformazione più radicale che la materia possa subire. Il teatro conosce entrambe queste proprietà. La prima – la lunga vita – è un fatto verificabile: il teatro è sopravvissuto a ogni annuncio della propria morte, e ne ha ricevuti molti. Il cinema avrebbe ucciso il teatro di prosa, poi la televisione, internet, le piattaforme di streaming. Ogni nuova tecnologia ha trovato i suoi profeti della fine, eppure il teatro ha continuato a fare quello che ha sempre fatto. Gli spettacoli che vedremo sul palco in questa stagione sono la prova vivente di questa ostinazione: materiali che continuano a produrre senso e a generare domande nel presente. La seconda proprietà – la trasmutazione – è ciò che accade ogni sera in teatro quando la parola scritta diventa corpo, voce, presenza, quando uno spazio vuoto si trasforma in un luogo abitato, quando il pubblico esce cambiato dallo spettacolo rispetto a come era entrato in sala. Allora ogni recita si trasforma in un’operazione alchemica irripetibile.
La stagione si svolge da settembre 2026 a luglio 2027 e comprende 94 titoli — 21 produzioni/coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli per Torinodanza Festival.
L’elisir del titolo non è una ricetta per l’immortalità, non promette di arrestare il trascorrere del tempo, ma racconta il potere del teatro di trasformare questo tempo in gioco, stupore, ironia.
Il nucleo artistico si conferma con Valerio Binasco (direttore artistico), Diego Pleuteri (junior), Leonardo Lidi, Anna Cremonini (Torinodanza), e le artiste associate Kriszta Székely e Silvia Gribaudi.
A inaugurare la Stagione 2026/2027 dello Stabile di Torino sarà un classico di Carlo Goldoni: Una delle ultime sere di Carnovale, la cui regia sarà affidata al Direttore artistico del TST Valerio Binasco: una commedia corale che intreccia amori, matrimoni, solitudini e addii sullo sfondo di un Carnevale che finisce e la partenza per una nazione lontana. Lo spettacolo sarà in scena in prima nazionale al Teatro Carignano dal 5 al 25 ottobre 2026 e sarà interpretato da Andreapietro Anselmi, Natalino Balasso, Mauro Bernardi, Marta Cortellazzo Wiel, Matteo Cremon, Giordana Faggiano, Milvia Marigliano, Daniele Marmi, Elisabetta Mazzullo, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Aron Tewelde, Ivan Zerbinati. In coproduzione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano e Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale; in particolare la coproduzione con il TSV
Leonardo Lidi torna a confrontarsi con l’opera di Natalia Ginzburg, a 110 anni dalla sua nascita, portando in scena L’inserzione che debutterà in prima nazionale al Teatro Gobetti dal 16 al 28 febbraio 2027. Lo spettacolo, che vedrà in scena Marta Pizzigallo e Ilaria Campani (e un cast in via di definizione), affronta il tema del costante confronto-scontro tra due universi contrapposti: quello femminile e quello maschile. Una storia di solitudine, amicizia, gelosia e follia, che ci offre uno spaccato umano e attuale, imbastito sull’intreccio di relazioni tossiche e distorte. Inoltre Lidi, insieme agli allievi della Scuola per Attori, proporrà dal 24 al 29 novembre alle Fonderie Limone di Moncalieri Il taccuino di Trigorin di Tennessee Williams. Il drammaturgo statunitense scrive questo testo in età matura, nel 1981, per confrontarsi con un’opera che aveva sempre sentito profondamente vicina: Il gabbiano di Anton Čechov. Lidi riunisce in questo lavoro la ricerca poetica su questi due autori che, a più riprese, hanno attraversato la sua carriera e aggiunge un nuovo capitolo al progetto triennale dedicato a Williams, già iniziato con La gatta sul tetto che scotta. Kriszta Székely, artista associata del TST e direttrice del prestigioso Teatro Katona di Budapest, porta in scena, in prima nazionale dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027, L’evento di Annie Ernaux, Premio Nobel 2022 per la letteratura. A dare corpo e voce a questo toccante racconto è il giovane talento di Alice Fazzi: nell’ottobre del 1963, una studentessa ventitreenne è costretta a muoversi per vie clandestine per interrompere una gravidanza, quando in Francia l’aborto è ancora illegale. Il testo, scritto in forma di diario, restituisce giorni e tappe di un’esperienza umana dolorosa e totalizzante e sarà proposto in un allestimento site-specific all’interno di un appartamento al piano nobile di Piazza Carignano, 2.
A 800 anni dalla morte di San Francesco e nel 100° anniversario dalla nascita di Dario Fo, Matthias Martelli si confronta nuovamente con l’opera del Nobel lombardo in Lu Santo Jullàre Françesco, coproduzione TST e Teatro Stabile dell’Umbria. Con energia e rigore, restituisce al pubblico il ritratto di un Francesco contemporaneo, folle, necessario e luminosamente irregolare. Ne nasce un monologo a più voci, un mosaico brulicante di corpi e personaggi che spazia dal comico alla poesia, dal grottesco al malinconico, senza mai perdere di vista l’ironia tagliente e la risata. Lo spettacolo arriverà al Teatro Gobetti il 4 ottobre, giornata in cui si celebra il santo patrono d’Italia, che proprio dal 2026 tornerà a essere festa nazionale, e resterà in scena fino all’1 novembre. Insieme a Mistero buffo, Lu Santo Jullàre Françesco sarà protagonista di una lunga tournée internazionale che toccherà cinque continenti e che porterà Matthias Martelli a esibirsi in Spagna, Francia, Germania, Stati Uniti, Cina, Cile, Uruguay, Argentina, Brasile, Australia, Tunisia, Grecia, ospite di teatri, festival e Istituti Italiani di Cultura.
Gabriele Vacis e gli artisti di PoEM affrontano il capitolo conclusivo de La trilogia dei libri, il progetto dedicato alle sacre scritture.
Jurij Ferrini, dopo Lucido e Il panico, con Todo incontra per la terza volta l’opera del drammaturgo argentino Rafael Spregelburd.
A Micol Jalla è affidata la regia dello spettacolo dedicato a bambini, famiglie e scuole: a 120 anni dalla nascita di Astrid Lindgren, che ricorrono nel 2027, porta in scena Pippi Calzelunghe.
Valter Malosti ripropone al Teatro Carignano, dal 19 al 31 gennaio 2027, in coincidenza con la celebrazione della Giornata della Memoria, Se questo è un uomo di Primo Levi.
Matthias Martelli, oltre ad essere impegnato con il nuovo spettacolo Lu Santo Jullàre Françesco, in tournée insieme a Mistero buffo, tornerà a grande richiesta al Teatro Carignano, dal 23 al 25 marzo, con Fred! lo spettacolo dedicato a Fred Buscaglione.
Dopo il successo riscosso nella scorsa stagione, ritorna in cartellone Amleto di William Shakespeare, tradotto e adattato da Diego Pleuteri e diretto da Leonardo Lidi.
Ideale sequel di Come nei giorni migliori, anche Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti ha riscosso grande consenso di pubblico e di critica e verrà riproposto dal 4 al 16 maggio alle Fonderie Limone di Moncalieri.
Silvia Gribaudi, artista associata del TST, porterà in tournée in Italia e all’estero (Francia, Germania e Svizzera) Amazzoni oltre a presentare nell’ambito di Torinodanza Extra un trittico di suoi spettacoli (Grand Jeté, R.osa e Graces).
Tra i molti titoli ospiti: Madre Courage con Lunetta Savino, Orlando Furioso (Davide Livermore), Baby Reindeer di Richard Gadd, People, Places & Things (regia Pierfrancesco Favino), Finale di partita di Beckett, The End of Eddy tratto da Édouard Louis, e Lo zar scritto e interpretato da Stefano Massini.
Leo Muscato dirige Il medico dei pazzi, commedia di Eduardo Scarpetta, con Gianfelice Imparato.
Il capolavoro di Ludovico Ariosto, Orlando furioso, va in scena per la regia di Davide Livermore e l’interpretazione di Anna Della Rosa, Linda Gennari, Mariangela Granelli, Laura Marinoni, Fulvio Pepe, Silvia Bennett.
Luca De Fusco dirige Peccato che fosse una sgualdrina di John Ford.
Theodoros Terzopoulos dirige la tragedia classica di Euripide Baccanti.
… E tantissimo altro!
Un cartellone ricchissimo come da anni non si vedevano.
Edwige Mormile