Recensioni - Opera

“Shakespeare di nuovo a Verona”

Il balletto ideato da Maria Grazia Garofoli per il corpo di ballo dell’Arena di Verona è andato in scena al Teatro Romano nei gior...

Il balletto ideato da Maria Grazia Garofoli per il corpo di ballo dell’Arena di Verona è andato in scena al Teatro Romano nei giorni scorsi (l’ultima replica è prevista per sabato 20 agosto h. 21.00) è stato decisamente particolare e nulla aveva a che fare con il Sogno di una notte di mezz’estate, tolto forse la presenza di Puck.
Lo schema seguito è stato di tipo ABCBA, ovvero introduzione, tragedia, commedia, tragedia, congedo. Massimo Schettini e Roberto Spanò rispettivamente nei panni di Puck e di Shakespeare hanno fatto da legante all’intera rappresentazione articolata con quattro o cinque scene per ogni opera del poeta inglese. La felice scelta scenografica di Emilio Avesani che permetteva un gioco di ombre cinesi e la scansione musicale con il brano “Greensleeves” al termine, prima di Romeo e Giulietta, poi della Bisbetica domata ed infine di Otello hanno reso molto chiaro l’impianto dell’intera rappresentazione.
Il programma della serata narra di tre grandi storie d’amore ambientate in Veneto: l’universalmente nota tragedia degli amanti di Verona, Romeo e Giulietta, l’esilarante conquista amorosa della padovana Caterina da parte dello spiantato veronese Petruccio ed il sapore orientaleggiante della vicenda di Desdemona, nobile veneziana, uccisa per gelosia dal marito Otello.
L’introduzione ed il congedo, entrambi sul celebre Canone di Pachelbel, sono stati danzati da tutti i ballerini. La coreografia ricordava, per certi versi, quella del Romeo e Giulietta di Roberth North, presentata sempre in questo splendido scenario del Teatro Romano nell’estate del 1998. Molto belli i momenti in cui il corpo di ballo ed i solisti danzavano in cerchio all’unisono.
Le scelte musicali, l’intero balletto è stato danzato su musiche rinascimentali, sono risultate talvolta un po’ difficili, anche se mai banali.
Molto brava Amaya Ugarteche nei panni di Giulietta; divertente Eugenio Sciarrotta nella parte del padre di una decisamente ribelle Caterina interpretata da Simona Mangani; piacevole la coppia formata da Alessia Gelmetti e Zheren Pan, mentre poco in armonia è apparsa quella formata da Ghislaine Valeriani e Giovanni Patti (forse lei era troppo alta per lui).
Tra le parti coreografiche di passaggio, la più riuscita mi è sembrata quella all’inizio del quadro su Otello: tutti i ballerini con i mantelli verdi di tessuto leggerissimo tagliati a punta, le gorgiere bianche al collo e le maschere sul viso davano l’idea del mistero ed accrescevano il senso della tragedia che stava per consumarsi.
Splendidi tutti gli abiti a tonalità sfumate creati da Anna Biagiotti.

Sonia Baccinelli 17 agosto 2005