Il secondo ed ultimo titolo della stagione lirica di Civitanova Marche dedicata a Sesto Bruscantini è Tosca di Giacomo Puccini
Una nuova produzione con la regia di Tanya Khabarova e Marco Di Stefano, che hanno optato per una scelta classica, aderente al libretto, dove gli sguardi e i gesti dei personaggi animano questa storia avvincente. Le scene semplici ed efficaci sono di Sauro Maurizi, che ha curato anche i costumi insieme a Francesca Burattini.
Nel primo atto l'interno della Basilica di Sant'Andrea della Valle, con i suoi affreschi e la tela raffigurante la marchesa degli Attavanti. Nel secondo l'appartamento di Scarpia con la tavola imbandita e i tendaggi rossi. Nel terzo i bastioni di Castel Sant'Angelo, dove sullo sfondo vengono proiettati un sole che spunta all'alba e la statua dell'Angelo. Ad arricchire la scena il gruppo di figuranti de la Torre che Ride, diretto da Stefano Cosimi.
l’Orchestra Sinfonica dell’Adriatico diretta dal maestro Alfredo Sorichetti, nonostante un organico non troppo ampio, ha brillato per colori, dinamiche e potenza. Una concertazione tesa e vibrante, che ha saputo valorizzare sia le dissonanze espressioniste, che la cantabilità della partitura, tra i pianissimi degli archi e le esplosioni dei fiati, in modo particolare degli ottoni. Preciso ed efficace il coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno diretto dal maestro Pasquale Veleno, corretti gli interventi del coro di Voci bianche La Corolla-Spontini di Ascoli Piceno guidato da Mario Giorgi.
Debutto assoluto in Italia per il soprano cinese Wang Ye. Il ruolo di Tosca è molto impegnativo e richiede anche una certa maturità vocale che la giovane cantante ancora non possiede, nonostante un timbro interessante e un ragguardevole volume. C'è però da migliorare la dizione e soprattutto un maggiore controllo nell'emissione, specialmente nei sovracuti. Resta comunque una prova positiva, che con il "Vissi d'arte" ha toccato momenti di pathos.
David Baños è un tenore lirico spinto che tratteggia un Cavaradossi solido e passionale. La voce è estesa, squillante, proiettata e ben gestita nei fiati, già dall'iniziale "Recondita armonia". Affronta con sicurezza i temibili acuti di "Vittoria" al secondo atto, trova il giusto afflato in "E lucevan le stelle", che conquista definitivamente il pubblico.
Armando Piña ha il physique du rôle per interpretare il barone Scarpia, con una presenza scenica magnetica e uno sguardo di ghiaccio che incute terrore. Il timbro è morbido, brunito, il fraseggio incerto e il volume vocale poco incisivo, infatti tende a rimanere dietro nei momenti orchestrali più concitati.
Davide Bartolucci è un convincente sagrestano, caricaturale al punto giusto, senza cadere nel macchiettistico. Emanuele Rosetti un Cesare Angelotti cupo e drammatico. Completavano degnamente il cast : Samuele Lattanzi (Spoletta), Stefano Fagioli (Sciarrone), Davide Filipponi (Un carceriere), Enrico Mario Desideri (Un pastorello).
Vivo successo per tutti i protagonisti.
La serata si chiude così come era cominciata, con un messaggio per la pace universale. All'inizio l'Orchestra ha suonato l'inno italiano e quello cinese, per omaggiare il soprano e la comunità cinese di Civitanova. Alla fine il maestro direttore Alfredo Sorichetti ha speso parole preziose per invitare il pubblico a pensare alla musica come veicolo di pace e fratellanza fra i popoli, specie in un periodo così problematico come l'attuale.
Marco Sonaglia (Teatro Rossini-Civitanova Marche 7 febbraio 2026)