Ultimo capitolo della 103esima edizione dell’Arena di Verona Opera Festival 2026
Alla nuova Traviata di Paul Curran, che aveva aperto la stagione con la doppia inaugurazione del 12 e del 13 giugno scorsi, tocca anche concluderla.
L’Arena è sold out e lo spettacolo offerto dagli artisti del cast raccoglie gli applausi e le ovazioni del pubblico.
Il soprano Gilda Fiume mette in scena la sua consueta Violetta dalla voce agile e virtuosa, dalla presenza scenica a tratti roboante. Tra le numerose figure che si accalcano sul palcoscenico al primo atto, è lei a prevalere, decisa, sicura e orgogliosa. Anche letto di morte conserva intatta dignità e solidità vocale. Fiume si fonde eccezionalmente con Violetta: entrambe sembrano animate dalla ricerca di consensi, notorietà, successo.
Enea Scala presenta un Alfredo Germont agitato dalla giovanile turbolenza che contraddistingue un inquieto innamorato. Buona la sua performance: Scala non corre rischi, si ascolta con piacere, specialmente ad inizio secondo atto con l’aria “De’ miei bollenti spiriti”, dove la consapevolezza di vivere l’amore corrisposto che conduce “quasi in ciel”, è raccontata facendo leva su un vigore vocale ben equilibrato.
Il personaggio di Giorgio Germont è affidato a Youngjun Park. Esordiente in questo ruolo nella stagione 2026 in Arena, il baritono sa muoversi sul palcoscenico ed esibisce un timbro “severo”, pulito, ben declamato. Il lungo duetto con Fiume, che caratterizza la parte centrale del secondo atto, è da applausi. Park sa supplicare la donna con ferma dolcezza, deciso ad ottenere ciò che vuole per il bene della figlia e di Alfredo, immischiato in una relazione che non gli piace. Lo fa con un canto intriso di sentimento, che non lascia impassibili gli spettatori.
Sempre brave Francesca Maionchi nel ruolo di Annina e Anna Werle (Flora Bervoix). Completano il cast i personaggi secondari, ma funzionali allo svolgimento della vicenda raccontata, Carlo Bosi (Gastone), Nicolò Ceriani (Barone Douphol), il simpatico Jan Antem (Marchese d’Obigny), Gabriele Sagona (Dottore Grenvil), Andrea Vincenti (Giuseppe), Carlo Bombieri (Domestico di Flora, Commissionario).
Applausi anche per il Maestro Francesco Ivan Ciampa, che ha ben diretto l’Orchestra veronese, e per il Coro, preparato da Roberto Gabbiani, davvero in grado di regalare emozioni.
A mezzanotte e un minuto del 13 settembre, termina il Festival e il pubblico, dopo aver tributato riconoscimenti espressi attraverso scroscianti applausi e complimenti urlati agli artisti, lascia lentamente l’Anfiteatro.