Ottima compagnia di canto per l'opera di Mozart
Mozart richiede una sensibilità particolare, sia a livello musicale che per la messa in scena. A livello musicale la sensibilità c’era completamente, i cantanti sono stati interpreti eccezionali, tutti, nessuno escluso.
Il regista Andrea Bernard ha inteso la scena come se fosse la mente di Don Giovanni e le varie botole, cassetti della memoria dove immagazzinava la sua vita. Idea sicuramente interessante e innovativa. Nel primo atto piacevole l’aprire i cassetti da parte di Leporello ed estrarre abiti di tutte le fogge e misure ad indicare le donne di Don Giovanni, mentre canta “Madamina, il catalogo è questo”.
Nel secondo atto bello il finale quando il Commendatore trascina Don Giovanni con sé avvolto in una nuvola bianca. Però il pavimento non liscio ma sconnesso ha costretto i cantanti a porre attenzione, non solo dove mettevano la voce e il fiato, ma anche a dove mettevano i piedi per non inciampare.
Le scene di Alberto Beltrame sono molto scure, grigie, cupe, come la vita di Don Giovanni; i costumi di Elena Beccaro sono di taglio moderno e le luci di Marco Alba sono quasi sempre notturne, a parte quando i bambini giocano nel fondo del palco dove sono sempre illuminati.
Sempre bravo il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato benissimo dal Maestro Corrado Casati.
Il direttore Enrico Pagano ha saputo trovare il colore mozartiano, soprattutto nel secondo atto, ben coadiuvato dall’ Orchestra Filarmonica Italiana. Perfetto il Maestro al cembalo Andres Jesus Gallucci.
Veniamo ora alla compagnia di canto, splendida, magnifica!
Iniziamo da Don Giovanni, interpretato da Markus Werba. Perfetto scenicamente, ha cantato con vera maestria il personaggio, sia nelle scene di seduzione che in quelle di uomo che vuole comandare e farsi obbedire, soprattutto dal suo servo Leporello.
Tommaso Barea era Leporello, una interpretazione intelligente la sua dove ha saputo unire la bravura dell’interpretazione con l’abilità nel canto.
Donna Anna era interpretata da Claudia Pavone, che ha saputo cogliere tutte le sfaccettature di un personaggio disperato e innamorato. Bravissima a cominciare da “Ah, l'assassino mel trucidò.” per continuare con “Ah! Vendicar, se il puoi,
Giura quel sangue ognor!” Splendido il canto quando narra a Don Ottavio gli accadimenti della notte in cui il padre fu trucidato.
Don Ottavio era Marco Ciaponi, ottimo tenore, belcantista, ha reso vivo e vitale il personaggio con i suoi tormenti amorosi e la sua voglia di vendicare l’amata. Stupendo nei recitativi e delicatissimo nelle sue arie, a cominciare da “Dalla sua pace, la mia dipende” fino a “Il mio tesoro intanto, andate a consolar”.
Donna Elvira era interpretata da Carmela Remigio. Favolosa interprete ed incantevole il suo canto, capacità tecnica eccezionale e magnifica voce, tocca il culmine con “Mi tradì, quell’anima ingrata..”.
Masetto e Zerlina erano interpretati rispettivamente Alberto Petricca e Dèsirèe Giove, entrambi bravissimi ad interpretare i due giovani sposini. Il Commendatore era Renzo Ran, anche lui corretto e puntuale nei suoi interventi.
Applausi scroscianti per tutti gli interpreti. Questa è sicuramente un’altra produzione di successo.