Con Napoli milionaria giunge al termine la stagione del Comunale Nouveau. Ecco un resconto del primo e del secondo cast
Il saluto finale è in grande stile con "Napoli Milionaria", opera lirica in tre atti, libretto di Eduardo De Filippo tratto dall’omonima commedia e musica di Nino Rota.
La versione teatrale nasce nel 1945, poi viene trasposta cinematograficamente nel 1950 e infine la versione lirica, rappresentata in prima assoluta il 22 giugno 1977 al Teatro Nuovo di Spoleto. Poche le riprese, solamente nel 2010 al festival della Valle d'Itria passando per Cagliari, il circuito Opera-Lombardia, Lucca, Pisa e Livorno.
De Filippo nel libretto apporta alcune modifiche importanti, facendola diventare una ballata popolare tragica, dove l'ottimismo della celebre "Ha da passà a nuttata" è rimpiazzato dalla disperazione per la presa di coscienza che "La guerra non è finita… Non è una guerra che finisce, questa".
La nuova produzione creata appositamente per gli spazi del Nouveau si avvale della regia di Marcelo Lombardero che crea uno spettacolo avvincente, con un buon ritmo teatrale, dove il dramma e la commedia dialogano sapientemente. Le scene di Diego Siliano ci mostrano una Napoli che passa dal 1942 ai primi anni del dopoguerra. L'interno di una casa umile e grigia, una serie di vicoli che svelano piccoli dettagli e i panni stesi che creano una cornice folkloristicamente partenopea. Molto curati i costumi di Luciana Gutman, così come le luci di Marcelo Lombardero e alcune proiezioni video che arricchiscono la narrazione.
Il maestro James Feddeck dirige con mano sicura l'Orchestra felsinea che si presenta in un organico molto corposo, con l'aggiunta di alcuni musicisti sul palco. Feddeck è molto bravo a gestire una partitura complessa, con vari cambi di tempo e di stile. Si sentono echi di Puccini, ma anche di verismo, di musica popolare napoletana, dello stesso Rota (che aveva già scritto le musiche per la versione cinematografica) fino a sconfinare nel jazz, nello swing, nel boogie-woogie. Sempre puntuale e potente il coro del Comunale diretto dal maestro Giovanni Farina.
Napoli milionaria è un'opera impegnativa da mettere in scena perché richiede tantissimi cantanti che sappiano unire voce a importanti doti recitative. In questa produzione sia il primo che il secondo cast hanno brillato per qualità.
Carmen Giannattasio era una Amalia quanto mai azzeccata. Una interpretazione molto intensa dove ha mostrato una voce solida, uniforme nei registri, con il giusto slancio lirico e un ottimo uso del dialetto. Non era da meno Laura Stella. Il giovane soprano ha un bel timbro, buona proiezione e una tecnica sicura che le permette di salire facilmente nella zona acuta. Molto credibile anche scenicamente.
Gennaro Jovine era interpretato da due giganti come Paolo Bordogna e Bruno Taddia. Bordogna sempre perfetto nella recitazione, con una voce calda, armoniosa. Taddia invece ci regala il racconto sulla guerra con vette di pathos veramente sublimi, unendo buon canto e coinvolgente presenza scenica. La giovane figlia Maria Rosaria trova in Mariam Battistelli una voce limpida ed elegante unita ad una bella presenza. Anche Claudia Ceraulo tratteggia questo personaggio con ottima professionalità e passione. Il figlio Amedeo è ben interpretato sia da Marco Miglietta che da Raffaele Feo.
Errico "Settebellizze" ha la giusta spavalderia con la bella voce di Matteo Falcier. Kazuki Yoshida invece è una felice scoperta, un tenore da tenere d'occhio per il suo timbro pulito e per la sua estensione. Michele Patti è quanto mai calzante nella parte di Federico/Johnny, Xin Zhang un sonoro Pascalino "O pittore”, come efficaci sono Giulio Iermini (Peppe O'Cricco), Luca Park (ragioniere Riccardo Spasiano) e Michele Giaquinto (O miezzo prevete).
Da segnalare una straordinaria ed energica Eleonora Filipponi nella parte di Assunta che alterna spassosi fraseggi comici al suo animo profondamente tormentato. Molto valide anche le altre voci femminili di Benedetta Mazzetto (Adelaide Schiano), Maria Adele Magnelli/Rosa Guarracino (Donna Vincenza), Chiara Salentino/Lucia Michelazzo (Donna Peppenella), Fanny Eszter Fogel (Una voce/Una donna del popolo).
Completavano brillantemente il cast: Yuri Guerra (Il brigadiere Ciappa), Vittoria Liguori/Agata Murgo (Rituccia), Francesco Amodio/Davide Minoliti (Una guardia/Uno solo), Enrico Picinni Leopardi/Pasquale Conticelli (Una voce/Il capo palazzo), Sandro Pucci/Gianluca Monti (Il maresciallo), i mimi allievi dell'Accadrmia "Bernstein Scholl of Musical Theater" (Alessio Lazzaro, Laura Marini, Diego Moroni, Luigi Vito Simmini).
Grande successo alla fine delle due recite, con vari posti liberi nel teatro. Un vero peccato per una produzione così importante e ben realizzata, oltre che per la rarità del titolo proposto.
Le ultime due opere della stagione verranno rappresentate in forma di concerto al Teatro Manzoni, in attesa di tornare nei primi mesi del 2027 alla storica sede del Comunale.
Marco Sonaglia (Teatro Comunale Nouveau-Bologna 13 e 14 giugno)