Recensioni - Opera

Fermo: Carmen

La rete lirica delle Marche chiude la propria stagione sotto la nuova e valida direzione artistica di Stefania Donzelli, con il secondo titolo in programma: Carmen di Georges Bizet

Un nuovo allestimento in coproduzione con Teatro Sociale di Rovigo, Teatro Comunale “Mario Del Monaco” di Treviso, Teatro Verdi di Padova, Teatro Verdi di Pisa.

Regia e scene di sono di Filippo Tonon. Vincente e Interessante la scelta di spostare l'ambientazione ai tempi della rivoluzione industriale. In scena troviamo una grande costruzione metallica e legnosa, una sorta di cantiere con ganci, carrucole, tubi. Nel terzo atto il covo dei contrabbandieri nascosto tra le rotaie. Il quarto atto a Plaza de toros a Siviglia è una vera esplosione di folclore con sullo sfondo le locandine delle varie edizioni della corrida spagnola. I costumi, sempre di Tonon con Carla Galleri, sono ricercati e caratterizzano bene i vari protagonisti, dal rosso delle danzatrici al grigio militare, passando per il bianco delle sigaraie. Molto raffinate le luci Fiammetta Baldiserri e Silvia Vacca, riprese da Ludovico Gobbi che creano interessanti contrasti. Convincenti le coreografie curate da Maria José Leon Soto ed eseguite da Griselda Bressan, Manuela Di Sante, Cristiana Merendi, Giulia Pomponio e Giada Rozzi.

Riccardo Bisatti ha diretto con sicurezza l'Orchestra Sinfonica G. Rossini. Il maestro ha optato per una concertazione energica, con gesti netti e decisi, valorizzando i momenti più vibranti, senza tralasciare quelli più delicati, come l'intermezzo tra il secondo ed il terzo atto. Buona la prova del coro del Teatro della Fortuna sempre ben amalgamato e diretto da Mirca Rosciani, gradevole il coro di voci bianche Incanto diretto da Francesco Santini.

Teresa Iervolino ha debuttato il ruolo di Carmen con ottimi risultati. Voce interessante con timbro da mezzosoprano non troppo scuro, robusta, omogenea, ben proiettata e con un fraseggio accurato. Scenicamente sicura, ha dato al personaggio forse un tono meno seducente, ma più malizioso e irriverente.

Altro debutto per il tenore Riccardo Della Sciucca, un credibile Don Josè. Voce elegante, morbida, più sicura nel registro medio-basso che in quello acuto. Qualche piccola tensione nell'aria "La fleur que tu m'avais jetée" non ha scalfito la buona prestazione, coronata da un finale molto appassionante.

Valentina Mastrangelo si pone senza ombra di dubbio come una Micaela di riferimento. Una voce limpida, ben emessa, grazie ad un canto ricco di sfumature e filature di musicale sensibilità. L'aria "Je dis que rien ne m'épouvante" è un perfetto esempio di dolcezza, intensità e purezza.

L'Escamillo di Simone Alberghini si impone per una rilevante presenza scenica. Nell'aria di entrata è sembrato poco squillante, ma nel corso della recita ha raggiunto la giusta potenza, con il riuscito duetto nel terzo atto.

Di livello il resto del cast. Carlotta Vichi è una pastosa Mercédès dal colore scuro, Camilla Console una sicura Frasquita dagli acuti raggianti. Ernesto de Nittis (Le Dancaïre) e Roberto Jachini Virgili (Le Remendado) caratterizzano i due contrabbandieri con un efficace impasto vocale. Giacomo Medici è un solido Moralès, Piersilvio De Santis un convincente Zuniga.

Teatro sold out e grande successo per tutti i protagonisti.

Marco Sonaglia (Teatro dell'Aquila-Fermo 14 marzo 2026)