Si tinge di barocco l'88 Maggio Musicale Fiorentino con il capolavoro Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel
L'allestimento ideato nel 2024 per l’Opéra di Monte-Carlo si avvale della regia di Davide Livermore. Uno spettacolo ben realizzato, scorrevole, con la giusta verve, ironia e freschezza, in bilico tra musical e cinema, dove ogni personaggio ha una sua precisa funzione. Interessante l'idea di realizzarlo come un thriller anni venti sulle rive del Nilo dove c'è il sole, c'è l'acqua, c'è il lusso, ci sono gli abiti chiari, le terrazze, le ombre lunghe, i sorrisi troppo cortesi. È un chiaro omaggio ad "Assassinio sul Nilo" di Agata Christie, che il regista definisce come "Un microcosmo raffinato apparentemente civilissimo, in cui tutti osservano tutti, tutti mentono un poco e quasi nessuno è innocente". Per tutto il tempo si cercherà di capire chi ha ucciso Pompeo accompagnati da un Poirot che a fine recita cercherà di svelare il colpevole con un filmato muto e in bianco e nero, riecheggiando il noto "Assassinio sull’Orient Express".
Le imponenti scene di Giò Forma ci mostrano questo piroscafo con due ponti dove succede di tutto. I suggestivi video curati dal solito D-Wok contribuiscono a creare atmosfere diverse, insieme alle pregevoli luci di Antonio Castro e i costumi anni trenta di Mariana Fracasso con sprazzi di oro per gli Egizi.
Alla guida dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino il maestro Gianluca Capuano, bacchetta specializzata in questo tipo di repertorio. Una direzione attenta, tesa a valorizzare tutte le sue sfumature, le sue dinamiche, tra momenti più fugati ad altri di puro lirismo. l'Orchestra pur non essendo di strumenti antichi e barocchi (a parte alcuni elementi in aggiunta come cembalo e organo di Davide Pozzi e Cristiano Gaudio, l’arpa barocca di Marta Graziolino; la tiorba di Giovanni Bellini, la viola da gamba di Cristiano Contadini e il violoncello basso continuo di Simao Pedro Alcoforado Barreira) risponde molto bene con i giusti colori, con suono squillante e denso. Inoltre Capuano segue e accompagna con dedizione le singole voci, valorizzandole al meglio.
Puntuali gli interventi del coro diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
Nel ruolo di Giulio Cesare, una certezza come Raffaele Pe. Il canto è fluido nelle agilità, nelle colorature, con padronanza della voce su tutta la tessitura. Gustosa l'aria “Se in fiorito ameno prato” cantata come un crooner e accompagnata sul palco dal violinista Salvatore Quaranta, senza tralasciare "Va tacito e nascosto" con il corno di Alessio Dainese e la bellezza di I“Aure, deh, per pietà" nel terzo atto. Anche scenicamente si muove sempre con sicurezza e grande vitalità.
Stupendo debutto in Cleopatra per Mariangela Sicilia. Una grande prova dove ha mostrato una voce limpida, suadente, ben emessa, controllo nei virtuosismi, con generosità nelle dinamiche espressive, nel fraseggio, oltre ad una pregevole recitazione dove ha saputo emozionare e sedurre. L'apice è stato toccato con la sublime aria "Piangerò la sorte mia" cesellata da raffinati pianissimi e sofferta dolcezza.
Fleur Barron convince pienamente con la sua Cornelia. Timbro brunito, pastoso, presenza scenica garbata e una morbidezza vocale che nel duetto “Son nata a lagrimar” al primo atto, tocca vette di grandissimo pathos.
Favoloso il Sesto Pompeo di Nicolò Balducci, dalla voce luminosa, fresca, che con proiezione cristallina ed estrema naturalezza delinea un giovane energico e deciso, a tratti dolente come in “Cara speme, questo core” e "L’angue offeso mai riposa".
Filippo Mineccia affronta il suo collaudato Tolomeo dalla voce piena, corposa, con sfumature asprigne e virtuosismi quasi isterici che creano un personaggio nevrotico, ambiguo, smanioso di potere. Solido, sicuro, dalla dizione ben scolpita l'Achilla di Valerio Morelli. Nelle parti di fianco si sono fatti apprezzare l'insolito Nireno al femminile di Janetka Hoşko e Davide Sodini (Curio).
Grande successo per una produzione veramente di altissima qualità, con vette di applausi per Sicilia, Pe e Balducci.
Marco Sonaglia (Teatro del maggio-Firenze 25 giugno 2026)